Tra Cinema e Teatro con Caterina Gabanella
Nata a Bolzano, Caterina Gabanella è una delle voci emergenti più interessanti del panorama artistico italiano. Attrice, tra cinema e teatro, torna sul grande schermo e contemporaneamente sul palcoscenico in un momento di intensa attività artistica che la vede impegnata tra cinema d’autore e teatro contemporaneo.
La formazione di Caterina Gabanella è solida e ben articolata: dopo una laurea in psicologia, si è perfezionata alla Shakespeare School di Torino sotto la guida di maestri come Jurij Ferrini, Cristina Pezzoli e Valerio Binasco, partecipando anche a laboratori presso Studio Cinema International e alla scuola Gian Maria Volonté di Roma. Prima di dedicarsi alla recitazione, ha avuto una brillante carriera sportiva come atleta della nazionale italiana di pattinaggio artistico su ghiaccio, esperienza che ha contribuito a forgiare la sua disciplina e presenza scenica.

Caterina Gabanella al Cinema col film R.I.P.
Nel cinema, ha recitato in film come Nina dei Lupi, Oltre, Tornando a Est e Zweitland, lavorando con registi come Antonio Pisu, Giuseppe Celesia e Michael Kofler. Torna sul grande schermo grazie al film R.I.P., diretto da Alessandro D’Ambrosi e Santa De Santis, nelle sale italiane dal 23 ottobre 2025.
Nel teatro, ha collaborato con Paolo Rossi in spettacoli come Il Re anarchico e i fuorilegge di Versailles, Amleto, Da questa sera si recita a soggetto! e Operaccia Satirica, dimostrando una forte affinità con la drammaturgia contemporanea e satirica.

Caterina Gabanella a Teatro con Paolo Rossi
In contemporanea all’uscita del film R.I.P., Caterina Gabanella è pronta per una lunga tournée nei più importanti teatri italiani, che finirà a marzo 2026, grazie al nuovo spettacolo Operaccia Satirica – Onora i padri e paga la psicologa nuovamente al fianco di Paolo Rossi.

Lo spettacolo di Paolo Rossi, prodotto da Agidi, vede sul palco anche i musicanti Emanuele Dell’Aquila e Alex Orciari, in un viaggio teatrale che mescola ironia, memoria, musica e improvvisazione Lo spettacolo nasce come evoluzione della precedente Operaccia Satirica, mantenendo il tono libero e dissacrante che caratterizza l’artista triestino: un comico in terapia con la sua psicologa, interpretata da Caterina, che, attraverso la confessione e la risata, rende omaggio ai propri maestri e riflette sul mondo contemporaneo.


Per saperne di più abbiamo fatto una chiacchierata proprio con Caterina Gabanella.
Prima di parlare dello spettacolo con Paolo Rossi (noi milanesi vedranno al Teatro Menotti, a fine articolo tutte le date della tournée), ti va una parentesi sul film R.I.P.? tra l’altro ho letto che in passato ti sei occupata anche di produzione.
Con il film Nina dei Lupi, di Antonio Pisu, interpretavo Giovanna, un personaggio femminile fragile che subisce violenze. In quel periodo lavoravo anche in una piccola casa di produzione e ho potuto vedere da vicino come funziona tutto l’arco produttivo di un film. È stata un’esperienza interessante, ma faticosa. I meccanismi produttivi sono molto lontani da quelli creativi, e io voglio occuparmi solo d’arte.
I registi di R.I.P. li ho conosciuti proprio grazie a quell’esperienza, ma in R.I.P. ho fatto solo l’attrice. Ed è stato un bel viaggio. Il film è poetico, onirico, magico – tre aggettivi che cerco sempre nel cinema, e che non si trovano così spesso.
Il cinema italiano, secondo te, gode di buona salute?
Direi che è in convalescenza, ma con una gran voglia di guarire.
È un momento storico critico: il meccanismo produttivo e le scelte politiche influenzano molto i frutti artistici. Stiamo a vedere!
Hai da poco cominciato la tournée dello spettacolo Operaccia Satirica – Onora i padri e paga la psicologa. Cosa tratta, giusto per stuzzicare la fantasia di chi legge?
È una terapia condivisa.
Paolo Rossi in confessione e apertura, curato da me e dal suo pubblico. Le libere associazioni di Paolo fluiscono tra improvvisazioni, pezzi storici rivisitati, canzoni e momenti di verità. Per guidarlo gli faccio fare esercizi col pubblico e gli inietto poesia. Lo spettacolo cambia ogni sera, e questa per noi è la parte più curativa e per voi quella più vera.
Da quello che ho capito ci saranno momenti di libertà creativa sul palco?
Tanti, sempre! Anche e soprattutto nei pezzi fissi può accadere di tutto. Non esiste il “pilota automatico”. Per stare in scena con Paolo servono riflessi pronti e voglia di rischiare: ogni sera è diversa.
Nello spettacolo interpreti una psicologa (ricordiamo che sei laureata in psicologia). Quando avviene l’incontro con Paolo Rossi?
È avvenuto sette anni fa, a un laboratorio alla Maddalena, e da allora non abbiamo più smesso di lavorare insieme. Paolo è un grande artista e lavora sulla persona prima che sull’attrice. Per lavorare bene con lui bisogna essere disposti a una crescita umana, e per questo si mette in campo tutto quello che si è, anche una laurea in psicologia.
Il titolo dello spettacolo è provocatorio e ironico. Cosa significa “onorare i padri” oggi? E perché “pagare la psicologa”?
Paolo ama i sottotitoli ed è molto riconoscente ai suoi maestri.
Non credo pagherebbe una psicologa, però in questi tempi difficili forse ci ha pensato! Oggi il rito teatrale deve avere anche una funzione terapeutica.
“Onorare i padri” vuol dire riconoscere le radici e insieme superarle, “pagare la psicologa” è un modo per dire: facciamoci un esame di coscienza, ma ridiamoci sopra.
Lo spettacolo mescola confessioni, deliri, memorie e poesia comica. Come siete riusciti a fondere questi elementi?
Provando tanto. Sempre. Non ci sono vacanze: questo mestiere è uno stile di vita. Con Paolo c’è un dialogo continuo e gli spettacoli si costruiscono nel tempo. È un continuo provare, spostare, ripescare. Ho imparato ad abbracciare il caos creativo: bisogna avere fiducia nell’inconscio e procedere pian piano per avere una drammaturgia viva. Operaccia Satirica – Onora i padri e paga la psicologa è un organismo che respira, non uno spettacolo “chiuso”.
Quanto c’è di Caterina nella psicologa e quanto della psicologa in Caterina?
Come accennavo, tanto.
Paolo predilige la persona al personaggio. Diciamo che la persona si sovrappone a un personaggio nato dalle necessità dello spettacolo, ma senza psicologismi. In scena pensa la Caterina attrice che è sorella di Caterina persona, e amica di Caterina personaggio. Non so se mi sono spiegata?!
In tempi di crisi e smarrimento, può il teatro essere una forma di terapia collettiva?
Io lo credo con tutto il cuore.
In passato lo era: il teatro era rito collettivo, catartico e trasformativo. Deve tornare a esserlo.

A fine serata cosa vorresti che si portassero a casa gli spettatori?
Occhi più grandi, domande nuove, un senso di maggiore libertà e, naturalmente, parecchio buonumore.
E tu, cosa ti porti a casa?
Un’energia incredibile, ogni sera diversa. Recitare col pubblico è diverso dal recitare al pubblico: si esce dalla prestazione e si sta al servizio. Nello scambio si dà e si riceve moltissimo. Mi porto a casa la convinzione che l’uomo sia un animale sociale e che lo spettacolo dal vivo sia una forma di resistenza.
Segnate in Agenda le date dello spettacolo Operaccia Satirica – Onora i padri e paga la psicologa:
2 novembre Merano – Teatro Puccini;
3 novembre Bressanone – Forum;
4 novembre Vipiteno – Teatro Comunale;
5 novembre Brunico – Nobis;
8 novembre Cologna Venetea (Vr) – Teatro Comunale;
18 novembre Piacenza – Teatro Municipale;
18 e 19 dicembre Sarzana (Sp) – Teatro degli Impavidi;
20 dicembre Vigevano – Teatro Cagnoni;
4 gennaio Bordighera (Im) – Palazzo del Parco;
10 gennaio Assisi (Pg) – Teatro Lyrik;
17 gennaio Busto Arsizio (Va) – Teatro Sociale Delia Cajelli;
24 gennaio Castelfranco Veneto – Arena Events;
5 febbraio Bologna – Teatro Celebrazioni;
dal 24 al 29 marzo 2026, Milano – Teatro Menotti
Il teatro è il respiro dell’anima, il cinema il sogno che la anima: insieme raccontano ciò che siamo e ciò che vorremmo essere. Una sintesi che trova corpo e voce in Caterina Gabanella, che incarna quell’arte che non si limita a rappresentare, ma che vibra, sogna e respira con chi la guarda.
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