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Contro l’omologazione: la rivoluzione naturale di Nino Favoriti

Contro l’omologazione: la rivoluzione naturale di Nino Favoriti

Alessandro Nava
Nino Favoriti

In un’epoca in cui la medicina estetica è sempre più esposta alle logiche della velocità, dei trend e dell’omologazione, il lavoro del dottor Nino Favoriti si distingue per una visione controcorrente e profondamente consapevole. Medico chirurgo specializzato in dermatologia, medicina estetica e laserterapia, Favoriti ha costruito negli anni un percorso solido e riconoscibile, diventando un punto di riferimento tra Roma, Milano, Pescara e Avezzano.

Ospite di programmi televisivi e scelto da numerose celebrities, Favoriti è anche fondatore della Natural Face Clinic con la quale ha dato vita a un approccio che supera la semplice idea di trattamento estetico per abbracciare un concetto più ampio di equilibrio e identità. Il suo “metodo Favoriti” non punta a trasformare i volti, ma a preservarli, rispettandone le proporzioni, la storia e l’unicità. Un lavoro “su misura”, che unisce competenza medica, sensibilità estetica e attenzione autentica alla persona.

In un settore spesso dominato da modelli irrealistici, la sua filosofia rimette al centro l’armonia, la naturalezza e il benessere reale del paziente. È questa coerenza, insieme a una costante ricerca e a un approccio multidisciplinare, che rende oggi le sue cliniche tra le realtà più apprezzate e in crescita nel panorama della medicina estetica italiana.

La medicina estetica oggi è sempre più diffusa e accessibile e tu sei tra i professionisti più riconosciuti del settore, con una presenza costante in TV e diverse cliniche attive, tra cui una recente apertura a Milano. Da dove nasce questa energia e come riesci a mantenerla nel tempo?

Sicuramente dalla passione e dalla dedizione. Quando si ama profondamente il proprio lavoro, la fatica passa in secondo piano: si percepiscono soprattutto gli aspetti positivi e la motivazione rimane costante.

Nino Favoriti e la visione del metodo Favoriti

Ha sviluppato il “metodo Favoriti”, che t’ identifica in un panorama di proposte molto ampio. Qual è la visione che lo guida e come è nato?

La visione è quella di fare dei trattamenti che non vadano a cambiare il volto e nasce dal desiderio di intervenire senza alterarne i tratti. L’obiettivo è riposizionare i tessuti dove erano una volta, riportandoli a una condizione generale migliore, attraverso trattamenti iniettivi, tecnologie laser e una combinazione personalizzata di approcci.
Non si tratta di trasformare, ma di restituire freschezza e armonia, ottenendo un aspetto più riposato e naturale, senza stravolgere il viso, senza andare ad alterare nulla; si può ottenere un aspetto più riposato con dieci, dodici anni in meno.

La naturalezza è un concetto centrale nel tuo lavoro, come suggerisce anche il nome della tua clinica, Natural Face Clinic. In un’epoca dominata da standard estetici spesso irrealistici e dall’uso massiccio di filtri, come si può educare il paziente al valore dell’autenticità?

Va fatto capire alle persone che stravolgersi, modificarsi, non porta a nulla di buono, soprattutto perché quello che si vede sui social, i canoni estetici a cui siamo abituati, sono canoni innaturali, spesso ottenuti con l’uso di filtri e alterazioni, quindi quasi mai realistici. Il nostro compito è far comprendere che prendersi cura di sé significa valorizzare ciò che si è, migliorando l’aspetto in modo discreto e armonioso. L’obiettivo è esaltare la bellezza individuale senza renderla artificiale, mantenendo autenticità e coerenza con la propria identità.

Quanto conta l’aspetto umano — empatia, intelligenza emotiva — nel primo incontro con un paziente? E quanto è importante saper dire “no”?

È fondamentale. Non tutte le richieste devono essere accettate: il rifiuto, quando necessario, è parte integrante del lavoro.
Bisogna analizzare attentamente le aspettative del paziente e guidarlo verso soluzioni coerenti con la sua struttura e armonia del volto.
Un percorso chiaro, spiegato e condiviso, costruisce fiducia e permette di raggiungere risultati consapevoli e soddisfacenti.

Hai creato un network di cliniche in diverse città. Come è organizzato il lavoro all’interno del tuo team?

Il lavoro è strutturato su più sedi — Roma, Milano, Pescara e Avezzano — con un team multidisciplinare composto da chirurghi plastici, dermatologi, medici estetici e specialisti laser.
Ogni professionista si occupa della propria area di competenza, ma tutti condividono la stessa visione: garantire eccellenza e coerenza nei risultati.

Come si svolge il primo incontro con un paziente e come individui il reale bisogno, oltre alla richiesta iniziale?

La prima visita è un’analisi approfondita. Si parte dalle strutture ossee, dalle simmetrie e dalle eventuali asimmetrie, spesso non percepite dal paziente.
Successivamente si valuta la qualità e la consistenza della pelle, elementi fondamentali per scegliere i trattamenti più adatti.
L’obiettivo non è raggiungere una simmetria perfetta — che non esiste — ma ottenere la migliore armonia possibile attraverso un piano personalizzato.

prima e dopo nino favoriti (2)
Courtesy Natural Face Clinic
prima e dopo nino favoriti
Courtesy Natural Face Clinic

Quanto conta l’integrazione tra manualità del medico e tecnologie avanzate?

È essenziale. Utilizziamo diverse tecnologie — radiofrequenza, laser, fili, trattamenti iniettivi — selezionate in base alle caratteristiche individuali del paziente.
La combinazione tra approccio medico e innovazione tecnologica permette di intervenire su struttura, qualità e texture della pelle, sempre con l’obiettivo finale di preservare l’identità del volto.

Quando hai capito che la medicina estetica sarebbe stata la tua strada? E cosa ti restituisce emotivamente questo lavoro?

È una passione che nasce da dentro. Già durante gli studi di Medicina desideravo aiutare le persone a sentirsi meglio, ma senza ricorrere necessariamente alla chirurgia invasiva.
Oggi la soddisfazione più grande è vedere le persone ritrovarsi: sentirsi bene dentro e riconoscersi anche allo specchio. Il tempo è spesso ingrato, dentro ci sentiamo forti, vivi, motivati, poi ci si vede allo specchio e quell’immagine non corrisponde. Questo allineamento tra percezione interiore ed esteriore è fondamentale.

C’è un caso che ti ha colpito particolarmente dal punto di vista umano?

Ogni paziente porta con sé una storia. Ricordo, ad esempio, persone con paresi facciali che, grazie ai trattamenti, hanno recuperato equilibrio ed espressività.
Oppure una giovane ragazza che viveva un forte disagio per un dettaglio del suo naso: un intervento minimo ha migliorato la sua autostima al punto da ispirarla nel suo percorso di vita a studiare medicina per far stare bene le persone così come si è sentita lei grazie a quell’intervento. Sono esperienze che danno senso al nostro lavoro.

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Tu sei molto attivo e ami condividere la tua esperienza sui social media. Credi che rappresentino più un’opportunità o un rischio per la medicina estetica?

Entrambi. Offrono visibilità e informazione, ma hanno anche distorto la percezione della bellezza.
Molte immagini sono alterate e creano aspettative irrealistiche, soprattutto nelle nuove generazioni.
Il rischio è quello di inseguire modelli non naturali, che funzionano in foto ma non nella realtà. È importante riportare l’attenzione sull’equilibrio e sull’armonia reale.

Le ultime generazioni soprattutto, soffrono di un’insicurezza nata da un costante ed eccessivo confronto, da eccessiva esposizione a foto e contenuti che non sono reali. Il 90% delle foto che vediamo circolare sui social sono foto ritoccate, è fondamentale ricordarlo sempre!

Io viaggio molto per congressi internazionali e vedo spesso i risultati di certe “tendenze” nate sui social, come la mandibola a diamante, e di questa standardizzazione dei volti.

Si inseguono canoni estetici che possono risultare accattivanti in fotografia, ma che nella realtà appaiono innaturali. Dal vivo, infatti, l’effetto è molto diverso, si nota come questi volti risultino spesso trasformati, con proporzioni e strutture che non rispettano l’armonia naturale del soggetto.

Nino Favoriti e il futuro della medicina estetica

Come immagini il futuro della medicina estetica nei prossimi anni?

Sempre più orientata verso la prevenzione e la medicina rigenerativa.
L’obiettivo sarà mantenere e migliorare, non trasformare. Parallelamente, credo crescerà anche la consapevolezza sui limiti degli eccessi e sull’importanza di un approccio naturale.

Che consiglio daresti a un giovane medico che vuole intraprendere questo percorso?

Lavorare con coscienza, senza inseguire guadagni facili. Mettere sempre al centro il benessere del paziente e sviluppare un senso estetico orientato alla naturalezza.

Nino, cos’è per te la bellezza?

La bellezza è un’emozione.

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