L’amore che conosco
Io penso che l’amore non corrisposto sia la forma d’amore più forte di tutte. Quella che persevera nel tempo, nonostante tutto. Non conosce né limiti né morale. Semplicemente esiste. E non si spegne tanto presto.
È il tipo di amore che quasi uccide le sue vittime. Le costringe a una tortura lenta ed evidente agli occhi di chi guarda da fuori. Può avere diversi sfoghi, certo, ma non te ne liberi mai davvero.

È come cercare un raggio di sole in mezzo a un temporale. Sai che prima o poi la pioggia passerà, ma ti concentri soltanto su quell’assenza di luce momentanea. Sai che il periodo brutto della vita passerà, che forse dopo ti innamorerai ancora e magari sarai anche ricambiato, ma l’assenza di quella persona pesa più di qualsiasi positività futura.

Non ne esiste un rimedio. È qualcosa che parte da dentro, dal cuore. Puoi spegnere il cervello, ma non il centro essenziale della vita: non il cuore. Perché, come disse il filosofo danese Søren Kierkegaard, «Concedetemi di non essere amato, purché mi sia concesso di amare».

Pensando alla mia storia personale, il primo amore della mia vita è stato mio padre. Non parlo di amore romantico, naturalmente, ma di quel tipo di amore più puro, che ti arriva dritto al cuore. Conoscendo lui ho capito cosa significa amare, anche se in un modo diverso da quello romantico.

Spesso, parlando d’amore, si pensa soprattutto a quello romantico, mettendo in secondo piano quello platonico o genitoriale. La verità è che, dal mio punto di vista, l’amore consiste nel trovare uno o più compagni di vita sinceri, capaci di aiutarti nella crescita morale e spirituale come individuo. E chi può farlo meglio di un genitore? Chi meglio di chi ti accompagna per tutta la vita? Chi meglio di chi ha impresso una parte del proprio essere in te, trasmettendoti le proprie conoscenze morali e sentimentali?

Tante forme d’amore
Per questo penso che esistano tanti tipi di amore, ma che quello di un genitore sia il più vero e indissolubile. È l’unico tipo di amore di cui puoi avere la certezza di essere sempre ricambiato. È qualcosa di naturale, quasi essenziale. Come se un genitore avesse bisogno di amare il proprio figlio per vivere, come se quel figlio fosse il centro del suo universo.
Dopotutto, il primo vero amore di ogni individuo sono proprio loro: mamma o papà.

Questo articolo non è soltanto frutto delle mie idee, ma anche un invito. Un invito ad amare senza paura. Amate chi e cosa volete, nel modo più affine a voi che conoscete. Non importa se non siete ricambiati: non date troppo peso a questo.
La fine del mondo arriverebbe se l’uomo non fosse più in grado di amare, non semplicemente perché non viene amato.
Amate senza pentimento, amate senza remore. Perché qualcuno, in un angolo ancora ignoto dell’universo, vi amerà nel modo giusto.

Forse non è sempre questione di amare la persona giusta, ma di amare nel modo giusto, anche quando quella persona non si rivela essere quella giusta per voi.
E, per riprendere ciò che ho detto prima, esiste un tipo di amore che, almeno nella mia esperienza, ti viene sempre restituito: quello di un genitore.

Non abbiate paura di non essere amati. Ci sarà sempre una mamma o un papà capaci di farlo. E forse vi ameranno così tanto da farvi dimenticare, almeno per un momento, chi invece non lo fa.
Perché non conta soltanto la quantità dell’amore che riceviamo, ma la sua profondità. Puoi essere amato da un mare di persone, ma se tutte ti amano in modo superficiale, che valore ha?
Forse è meglio essere amati da una sola persona, ma esserlo davvero. Completamente. Inesorabilmente. Incondizionatamente.
Amate mamma. Amate papà.
Perché, anche se nascosto in un angolo profondo del loro cuore, il loro amore per voi continuerà a esistere.
Di Alessia Genasi, studentessa e appassionata di scrittura, recitazione e immagine.


