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David di Donatello 2024, vincono Garrone e Cortellesi

David di Donatello 2024, vincono Garrone e Cortellesi

Angelo Annese
David di Donatello 2024

Il 3 maggio scorso si è tenuta la cerimonia dei David di Donatello 2024. La serata dedicata al cinema italiano è considerata la più importante celebrazione del cinema nostrano. Istituito nel 1955 dall’Accademia del Cinema Italiano il premio prende il nome dalla celebre statua di Donatello. La 69esima edizione si è svolta a Cinecittà al teatro 5 ed è andata in onda sulla Rai con la conduzione di Carlo Conti e Alessia Marcuzzi.

David di Donatello 2024

Dopo l’apertura di Mahmood con Tuta Gold, finalmente si comincia con la premiazione per il David dello Spettatore, assegnato a Paola Cortellesi che ha portato in sala più di 5 milioni di persone.

Gli spettatori siamo noi, siamo tutti. Grazie ai 5 milioni di persone che hanno deciso di uscire di casa e fidarsi di ciò che avevo da proporli. Le vostre parole hanno dato un senso profondo al nostro lavoro.

Paola Cortellesi
Paola Cortellesi

Trionfano Matteo Garrone con Io Capitano (7 David), Paola Cortellesi con C’è ancora domani (6 David) e Marco Bellocchio con Rapito (5 David). Segue Michele Riondino con Palazzina Laf (3 David). David alla carriera per Milena Vukotic e Giorgio Moroder e un Premio speciale al cronista Vincenzo Mollica.

Matteo Garrone
Frame di “Io Capitano” di Matteo Garrone, 2023.

Io Capitano di Matteo Garrone, con 15 candidature, ha conquistato anche il premio come miglior film e migliore regia, ed è il racconto di un’odissea contemporanea. Il drammatico percorso di Seydou e Moussa due giovani cugini senegalesi che, come molti dei loro amici e coetani, con il cuore in gola decidono di lasciare Dakar per raggiungere l’Europa affrontando le insidie del deserto, gli orrori dei centri di detenzione libici e i pericoli del mare. Il film ci porta nel cuore di quei ragazzi che abbandonano le proprie radici per scappare da una terra spietata. Questa storia ha il nobile obiettivo di mettere in scena il “sogno” di rinascita che incarna questa diaspora. A Venezia il film ha vinto il Leone d’argento alla regia e il Premio Marcello Mastroianni per l’attore protagonista Seydou Sarr. Candidature anche oltreoceano per la pellicola che ha concorso ai Golden Globe e agli Oscar.

Questo premio è dedicato a tutte quelle persone che non ce l’hanno fatta.

Seydou Sarr
Matteo Garrone
Matteo Garrone sul set di “Io Capitano”, 2023.

Questo film racconta le storie di chi non viene ascoltato è stato fondamentale fare questo film con chi ha vissuto realmente quella odissea contemporanea. Anche sul set ho avuto la fortuna di lavorare con le comparse che avevano fatto quel viaggio e mi aiutavano e mi sono ritrovato spesso a codirigere con loro. Mi sono sentito regista ma anche spettatore.

Matteo Garrone

La pellicola ha il grande merito di aver portato sullo schermo uno dei peggiori drammi del panorama internazionale contemporaneo che, tra l’altro, ci riguarda molto da vicino. Garrone smentisce tutti quei facinorosi xenofobi che demonizzano e sostengono teorie e politiche anti-migrazione e, al tempo stesso, risveglia le coscienze sopite di coloro i quali avevano deciso di voltarsi dall’altra parte. Notevole anche il livello tecnico che riesce a regalare una resa in grado di suggestionare lo spettatore nel profondo. Il regista si è avvalso, inoltre, della partecipazione di due ragazzi che purtroppo hanno realmente vissuto queste esperienze e, anche se alla loro prima esperienza attoriale, il film risulta intriso di uno spaventoso realismo.

Matteo Garrone
Matteo Garrone si commuove sul palco, dietro di lui Seydou e Moussa.

Abbiamo fatto un grande viaggio insieme. I premi sono importanti ma la cosa più importante è che possono aiutare il film a essere visto di più e quindi io mi auguro che questo premio così importante possa aiutare il film a ritornare nelle sale e a essere visto ancora.

Matteo Garrone
Paola Cortellesi
Paola Cortellesi con le statuette.

C’è ancora domani di Paola Cortellesi ha ottenuto ben 19 candidature ed è stato il fenomeno dell’anno arrivando a superare persino Barbie di Greta Gerwig al botteghino italiano. Con una spesa contenuta di 8 milioni di euro ne ha incassati più di 30. E pensare che l’ha prodotto con poche risorse perché nel bando della Film Commission Umbra si era classificato al 51esimo posto, l’ultimo:

Progetto di opera non giudicata di straordinaria qualità artistica in relazione a temi culturali, a fatti storici, eventi, luoghi o personaggi che caratterizzano l’identità nazionale.

Alberto Pasquale (Pres. Umbria Film Commission)
Paola Cortellesi
Paola Cortellesi sul set di “C’è ancora domani” alla sua prima esperienza da regista.

Il film affronta temi assai attuali e rilevanti per l’opinione pubblica, come la violenza sulle donne e il patriarcato ed è uscito in concomitanza alla triste scomparsa di Giulia Cecchettin. Nella Roma della seconda metà degli anni Quaranta, Delia (Paola Cortellesi) vive in una condizione di estrema povertà e viene vessata, sottomessa e umiliata in continuazione dal marito Ivano (Valerio Mastandrea) nelle vesti del capofamiglia. L’uomo è il padre padrone violento e rappresenta in toto i dogmi di una mascolinità tossica e becera. Sul finale la protagonista è portata a compiere una scelta per il bene dei propri figli.

Paola Cortellesi
Paola Cortellesi interpreta Delia in “C’è ancora domani”, 2023

Tra i premi vinti spicca la miglior sceneggiatura originale. In effetti, il film ha uno svolgimento intrigante, fluido e per nulla prevedibile. Gli autori si sono adoperati per dare alla scrittura un ritmo coinvolgente così da tenere in sospeso lo spettatore fino al momento tanto atteso con un finale a sorpresa che diventa la chiave di lettura, l’ultimo tassello di un puzzle che prende forma soltanto in quel preciso istante. Si tratta di un film, come Io Capitano, con un forte messaggio politico. Nonostante questo, è molto equilibrato e quindi adatto a tutti, con svariati momenti di distensione che, insieme al bianco e nero, riportano alle magiche commedie del neorealismo italiano.

Abbiamo portato il film nel carcere di Rebibbia, nella sezione femminile, ed è stata per noi l’emozione più grande perché erano tutte Delie. “Grazie perché è proprio così, è un balletto che si ripete sempre uguale e alla fine ti ci abitui e quindi grazie.” Questo è un tema importante che aveva bisogno di essere raccontato.

Giulia Calenda (Sceneggiatrice)
David di Donatello 2024
Vincenzo Mollica.

Uno dei momenti più emozionanti del festival è stato il premio speciale ricevuto da Vincenzo Mollica. Si tratta della prima volta in cui un giornalista riceve questa onorificenza e Vincenzo Mollica, classe ’53 che ha ereditato l’agenda di Lello Bersani, è l’uomo che dal 1988, con le sue interviste al TG1, ci ha trasmesso il suo grande amore per il cinema. Per lui, sopraggiunto sul palco una standing ovation. Mollica, dà al pubblico un assaggio del suo grande ottimismo e della sua joie de vivre, e con grande energia racconta aneddoti su Fellini, Sordi e altri grandi del cinema. Inoltre, rispondendo al conduttore che gli domanda da dove nasca il suo entusiasmo giornalistico, si cimenta in una lezione improvvisata di giornalismo e di vita assai apprezzata dal pubblico:

La curiosità, bisogna essere curiosi. Poi pensare sempre di avere più attenzione per le risposte che ti vengono date, che per le tue domande. Spesso assistiamo a delle persone che riempiono le domande del proprio narcisismo, ed è un po’ troppo. Bisogna saper ascoltare le risposte e capire quello che ti viene detto, se no non vengono mai bene le interviste.

Vincenzo Mollica
Vincenzo Mollica
La mattina del 3 maggio al Quirinale Vincenzo Mollica riceve gli onori del presidente Mattarella.

In conclusione, sdrammatizza sulla sua condizione di salute affibbiando al Parkinson e alla cecità di cui soffre, l’appellativo di “figli de ‘na mignotta”. E Carlo Conti gli chiede “se per un attimo questa cecità e questo Parkinson se ne andassero, che cosa vorresti vedere?”. Vincenzo, senza un briciolo di esitazione, risponde: “Mia moglie e mia figlia”.

David di Donatello 2024

Fa discutere la polemica del costumista Sergio Ballo (Rapito di Marco Bellocchio) che, visibilmente ebbro e su di giri, andando ben oltre i 45 secondi concessi accusa gli organizzatori di tirchieria e cattivo gusto “Potevate anche darcene due visto che siamo in due”, manifestando anche un senso di disagio, forse a ragion veduta, per essere stato premiato in una specie di “sgabuzzino” e non sul palco insieme agli altri colleghi “siamo considerati artisti di serie B”. Novità di questa edizione l’istituzione del premio Rivelazioni Italiane in una versione mignon della statuette appositamente realizzate di 15 cm per premiare i giovani talenti italiani, le nostre stelle nascenti (rising stars). Quest’anno salgono sul palco: Cecilia Bertozzi, Domenico Cuomo, Michele Eburnea, Leonardo Maltese, Fotinì Peluso e Yile Vianello. Viene anche annunciato un nuovo premio dedicato ai casting che entrerà in vigore dalla prossima edizione prevista per il 2025.

David di Donatello 2024

David di Donatello 2024, tutti i premi

Io Capitano di Matteo Garrone

Miglior film

Miglior regia (Matteo Garrone)

Miglior autore della fotografia (Paolo Carnera)

Miglior Montaggio (Marco Spoletini)

Miglior effetti visivi (Laurent Creusot, Massimo Cipollina)

Miglior suono (Maricetta Lombardo, Mirko Perri, Gianni Pallotto, Daniela Bassani)

Miglior produttore (Archimede, Rai Cinema, Pathé, Tarantuia)

C’è ancora domani di Paola Cortellesi

Miglior esordio alla regia (Paola Cortellesi)

Migliore attrice protagonista

Migliore attrice non protagonista (Emanuela Fanelli)

Miglior sceneggiatura originale (Paola Cortellesi, Furio Andreotti, Giulia Calenda)

David dello spettatore

David giovani

Rapito di Marco Bellocchio

Miglior sceneggiatura non originale (Marco Bellocchio e Susanna Nichiarelli)

Miglior scenografia (Andrea Castorina e Valeria Vecellio)

Migliori costumi (Sergio Ballo e Daria Calvelli)

Miglior trucco (Enrico Iacoponi)

Miglior acconciatura (Alberta Giuliani)

Palazzina Laf di Michele Riondino

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Piazza di Spagna in Blu Balestra


Miglior attore protagonista (Michele Riondino)

Miglior attore non protagonista (Elio Germano)

Migliore canzone originale (Diodato, La mia terra)

Adagio di Stefano Sollima

Miglior compositore (Subsonica)

Laggiù qualcuno mi ama di Mario Martone

Miglior documentario

Anatomia di una caduta di Justine Triet

Miglior film internazionale

The Meatseller di Margherita Giusti

Miglior Cortometraggio

David alla Carriera

Giorgio Moroder compositore

4 Golden Globe, 2 Grammy Awards, 3 Premi Oscar e oltre 100 dischi d’oro e di platino è considerato il padre della Disco Music, sul palco ha dichiarato:

Questo premio per me vale come un Oscar.

Giorgio Moroder

Milena Vukotic attrice

David Speciale

Vincenzo Mollica cronista

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