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Ayrton Senna, 30 anni senza “Magic”, il mito della Formula Uno

Ayrton Senna, 30 anni senza “Magic”, il mito della Formula Uno

Angelo Annese
Ayrton Senna

A 30 dalla morte di Ayrton Senna, il campione brasiliano di Formula 1 soprannominato “Magic”, Il Mauto di Torino, il Museo Nazionale dell’Automobile lo ricorda come uno dei più grandi piloti di tutti i tempi, con una mostra a lui dedicata, fino al 13 ottobre 2024 dal titolo “Forever”. Icona ed idolo intergenerazionale che, con le sue azioni dentro e fuori dalla pista, si è fatto amare e rispettare da moltissimi fan e soprattutto dai suoi rivali è entrato di diritto nel Pantheon della Formula 1, divenendo il pilota più giovane al mondo a vincere tre titoli mondiali.

Abile anche nei circuiti cittadini, Senna detiene tuttora il record di vittorie sulla prestigiosa pista di Monte Carlo, sei, di cui cinque consecutive fra il 1989 e il 1993. Ha corso 161 Gran Premi nell’arco di 10 anni, mostrando una velocità ed una destrezza mai viste prima. Ha conquistato 65 pole position e vinto 41 Gran Premi. Ad oggi risulta il sesto pilota più vincente nella storia della Formula 1. E’ scomparso a soli 34 anni a seguito delle ferite riportate in un incidente sul circuito di Imola, durante il Gran Premio di San Marino del 1994. Estremamente competitivo e carismatico, Ayrton Senna era nato per vincere e nella sua breve esistenza è stato l’incarnazione stessa dell’agonismo. Al volante si è distinto per la sua inflessibile concentrazione e per l’audacia nelle manovre. Tenace, amante del rischio e freddo calcolatore, Senna quando correva era una furia implacabile.

Tutti vogliamo vincere e c’è soltanto un posto per la vittoria, soltanto un numero uno.

Ayrton Senna

Ayrton Senna, la nascita di un mito

Ayrton Senna da Silva nasce il 21 marzo 1960 a San Paolo, Brasile, figlio di una famiglia di proprietari terrieri che aveva antenati italiani; per la precisione lucchesi e agrigentini. Già in età scolare sviluppò un acceso interesse per le corse automobilistiche e, dopo anni di allenamento nel ranch di famiglia, a 13 anni si iscrive al campionato brasiliano di go-kart.

Ayrton Senna a 3 anni, 1963.
Ayrton Senna a 3 anni, 1963.

Nel 1977, ad appena 17 anni, diventa campione del Sud America. In quel periodo compete più volte al campionato mondiale di go-kart piazzandosi secondo nel 1979 e nel 1980.  Nel 1981, deciso a ritagliarsi un posto in questo sport, si trasferisce in Inghilterra con la moglie Liliana e inizia a gareggiare con le monoposto in Europa, vincendo il campionato britannico della Formula Ford 1600. Nel 1982 diventa campione di Formula Ford 2000 in Gran Bretagna e in Europa e ha inizio la sua ascesa. In Formula 1 cominciano a tenerlo d’occhio e svolge alcuni test, l’equivalente dei provini, con Williams, McLaren e Toleman. Quest’ultima, fondata negli anni ’70 da Ted Toleman un magnate appassionato di motori, lo ingaggia con un contratto da 100 mila sterline.

Ayrton Senna
Ayrton Senna in Formula Ford nel 1981.

Neanche a farlo apposta, il suo esordio in Formula 1 ha luogo nel 1984 a Rio de Janeiro durante il Gran Premio del Brasile. Alla guida del brasiliano i risultati della Toleman diventano presto i migliori della sua storia, Senna batte tutti i record della scuderia britannica. Qualche settimana più tardi, con la sua prestazione al Gran Premio di Monaco dello stesso anno Senna comincia a farsi notare. Dal tredicesimo posto della griglia di partenza, per di più con l’asfalto bagnato dalla pioggia, sfreccia in testa e recupera terreno velocemente arrivando alle calcagna di Alain Prost.

Ayrton Senna
Monaco 3 giugno 1984, Alain Prost (McLaren) tallonato da Ayrton Senna (Toleman).

Fu una gara memorabile che gli fece guadagnare l’epiteto di “Mago della pioggia” e, anche se la corsa fu interrotta al trentunesimo giro per motivi di sicurezza, si posizionò al secondo posto. Si conclude così il prologo di una delle rivalità più sensazionali ed epiche dell’intera Formula 1, quella del “mago” contro il “professore”. Desideroso di entrare in un team più competitivo, Senna abbandona la Toleman in favore della Lotus che lo ingaggia nel 1985. La sua prima vittoria arriva sul circuito di Estoril in Portogallo, seguita da altre vittorie in Spagna, Monaco e Inghilterra. Tre anni dopo, al Gran Premio del Belgio passa alla McLaren-Honda.

Ayrton Senna
Ayrton Senna alla Lotus, 1985.

Correre, competere, è nel mio sangue. Fa parte di me, fa parte della mia vita. L’ho fatto per tutta la vita e spicca su tutto il resto.

Ayrton Senna
Ayrton Senna
Ayrton Senna campionato mondiale di go-kart, 1979.

“Magic” conquista la Formula 1

La stagione del 1988 arriva il primo titolo mondiale di Ayrton Senna poi consacrato “Magic”, ovvero “Magia”, in riferimento alle sue manovre mozzafiato che ancora oggi fanno scuola. Ha vinto 8 delle 16 gare del campionato, conquistando la pole position in 13 occasioni. Per Senna, il secondo titolo mondiale è arrivato con due gare d’anticipo a Suzuka, in Giappone.

Ayrton Senna
Ayrton Senna in McLaren, 1988

Nel 1990 Alain Prost lascia la McLaren per unirsi alla Ferrari e in quella stagione si accentua il dualismo sportivo tra i due rivali che, dopo una convivenza forzata, possono finalmente sfidarsi in pista. Quell’anno, il conflitto tra Prost e Senna culmina a Suzuka, durante le qualifiche in Giappone, quando Senna parte in pole, ma un incidente alla prima curva gli fa speronare Prost mettendo fine alla corsa di entrambi. Il pilota diventa campione, ma l’accaduto solleva diverse polemiche e più avanti lo stesso ne ammetterà la premeditazione.

Ayrton Senna
Senna sperona Prost a 270 km/h, Suzuka, Giappone, 1990

Dopotutto si trattava di un secondo atto, una sorta di vendetta. L’anno precedente, infatti, sullo stesso circuito, Senna si trovava sulla scia di Prost che, pur di non farsi sorpassare, decide di tagliargli la strada facendo finire entrambi fuori pista. Mentre il francese scende dalla macchina convinto di aver già vinto il titolo, Senna riparte e taglia per primo il traguardo. Successivamente, a seguito di numerose polemiche, Senna viene squalificato per essere stato “aiutato” dai commissari e Prost si aggiudica la vittoria.

La cosa più importante è essere te stesso, senza permettere a nessuno di ostacolarti, senza essere diverso perché qualcuno vuole che tu sia diverso. Devi essere te stesso. Molte volte farai degli errori a causa della tua personalità, del carattere o delle interferenze che puoi trovare lungo il cammino. Ma solo così puoi imparare dai tuoi errori. È questa la cosa principale: utilizzare gli errori per imparare. Io credo nell’abilità di concentrarsi profondamente, in modo da rendere e progredire ancora di più.

Ayrton Senna
Ayrton Senna

Caratterizzata da scontri senza esclusione di colpi e da un‘acerrima competizione per il titolo mondiale, la rivalità tra Senna e Prost è entrata negli annali del motorsport diventando leggendaria. Acclamati a gran voce dagli appassionati, i loro confronti in pista hanno contribuito a plasmare l’era d’oro della Formula 1 riuscendo a catturare l’immaginario di milioni di appassionati da tutto il mondo. Col tempo, però, i duellanti hanno imparato a rispettarsi reciprocamente riconoscendo l’uno la grandezza e il talento dell’altro.

SENNA PRIMA VITTORIA 1985 1
Ayrton Senna (Lotus) e Alain Prost, Estoril, Portogallo, 21 aprile 1985.

Dopotutto i due erano figure speculari e inevitabilmente finivano per essere l’uno la luce riflessa dell’altro, senza Prost non ci sarebbe stato Senna e viceversa.

Lui con me è umanamente incompatibile, ma non riesco ad immaginare la mia carriera senza lo stimolo rappresentato da Alain.

Ayrton Senna
Ayrton Senna
Dopo aver vinto l’ultimo duello tra i due campioni, Senna (McLaren) abbraccia sul podio il rivale Prost (Williams), 7 novembre 1993, Adelaide, Australia.

Cronaca di una tragedia annunciata

Nel 1993 Alain Prost si ritira e l’anno dopo gli subentra Senna, ma la stagione alla Williams non parte col piede giusto. Una gara in Giappone ad Aida, con incidente alla prima curva e un ritiro in Brasile. Era cambiato il regolamento: le sospensioni attive, punto forte della Williams, furono vietate e con esse anche l’ABS e il controllo della trazione. Senna, che portava l’onere di aver sostituito il grande rivale di sempre, si trova però alla guida di una macchina completamente diversa.

Ayrton Senna
Ayrton Senna alla Williams, 1994

Fino a quel momento, infatti, la Williams aveva vinto il mondiale con Mansell e con Prost. Il problema è che Senna non aveva in mano la stessa Williams, ma un mezzo modificato per via delle nuove disposizioni che presentava delle criticità ed era difficile da governare. Durante i test invernali del 1994 dichiarò:

Togliere tutta l’elettronica è stato un grande errore, le macchine sono molto veloci e difficili da guidare. Sarà una stagione mica da ridere, con molti incidenti.

Ayrton Senna
Ayrton Senna
Ayrton Senna era un devoto cristiano e pregava prima di ogni gara.

Il pilota così arriva al Gran Premio di San Marino con serie perplessità, soprattutto dichiarando di temere un punto ben preciso della pista di Imola, la curva del Tamburello. Questa era particolarmente stretta e non andava bene per i salti. Dopo le prove confessa di essere preoccupato perché la sua Williams ha problemi strutturali, manca di aderenza e sente troppe sollecitazioni sulle sospensioni:

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Ci sono 3 o 4 sconnessioni alla curva del Tamburello e mi auguro che si sia pensato a far qualcosa…

Ayrton Senna

In aggiunta durante la sessione di prove, il protetto di Senna, l’allora esordiente Rubens Barrichello, era stato coinvolto in un incidente piuttosto serio che gli avrebbe impedito di correre in gara il giorno successivo. Ancora peggiore fu la sorte del pilota austriaco Roland Ratzenberger che perse la vita a causa di un incidente durante le prove del mattino. Nonostante le preoccupazioni manifestate dal pilota a seguito dei due incidenti, gli organi competenti decisero di non sospendere la gara.

Ayrton Senna alla Williams, 1994
Ayrton Senna alla Williams, 1994

È il 1° maggio e Senna a passo spedito detta il terzo tempo più veloce della gara, seguito da Schumacher. Non appena si imbatte nella Curva Tamburello la macchina si solleva da terra e si schianta rovinosamente contro il muro di cemento a più di 200 chilometri orari. L’impatto è violentissimo, la gara viene immediatamente sospesa e il pilota viene trasportato in elicottero all’Ospedale Maggiore di Bologna.

Ayrton Senna
L’auto di Senna si schianta alla curva del Tamburello, 1 maggio 1994.

Mentre gli Ufficiali di Gara esaminano la carcassa della Williams, trovano al suo interno una bandiera austriaca arrotolata, una bandiera che Senna, in caso di vittoria, avrebbe esposto in onore di Roland Ratzenberger. La morte di Ayrton Senna rimane un trauma indelebile nella storia delle corse e non solo. L’allora presidente del Brasile, Itamar Franco, decretò tre giorni di lutto nazionale per colui che era diventato l’eroe di un intero paese. Una folla di circa un milione di persone si riversò nelle strade di San Paolo per rendergli l’ultimo saluto. Era venerato da migliaia di persone, e la maggior parte dei membri della Formula 1 prese parte ai funerali di stato, specialmente Alain Prost che portò la sua bara.

Ayrton Senna
Il 26 aprile 1997 fu eretto un monumento in memoria del pilota all’interno della curva del Tamburello.

Dopo il tragico incidente, gli organi competenti passano al vaglio tutti i circuiti di Formula 1 revisionando i tracciati, ove necessarie, per garantire la sicurezza dei piloti. La curva del Tamburello, nella fattispecie, fu sostituita con una variante.

Ayrton Senna
5 maggio 1994 San Paolo e il resto del Brasile si fermarono per un commosso omaggio ad Ayrton Senna da Silva

L’eredità di Ayrton Senna

Ayrton Senna non è stato solo un pilota, ma anche un filantropo che ha dato in beneficenza buona parte dei propri guadagni senza mai farne parola con nessuno. Il suo impegno in tal senso viene svelato dalla sorella Viviane soltanto dopo la sua morte.

Non potrai mai cambiare il mondo da solo. Però puoi dare il tuo contributo per cambiarne un pezzetto. Quello che faccio davvero io per la povertà non lo dirò mai. La F1 è ben misera cosa in confronto a questa tragedia. […] I ricchi non possono vivere su un’isola circondata da un oceano di povertà. Noi respiriamo tutti la stessa aria. Bisogna dare a tutti una possibilità.

Ayrton Senna
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Fondazione Ayrton Senna, educazione e formazione per i meno fortunati.

Nel suo testamento ingenti somme di denaro furono destinate a opere di carità. Qualche mese prima della sua scomparsa Senna, parlando con la sorella, espresse la volontà di fondare un’organizzazione con l’obiettivo di aiutare i bambini indigenti del Brasile, al fine di dare loro un’opportunità per il futuro. Inaugurata dalla sorella Viviane nel novembre del 1994, la Fondazione Ayrton Senna, dà ancora oggi la possibilità a molti minori brasiliani di uscire dalla povertà garantendo loro un’adeguata educazione.

Senza sogni non si può vivere. Se ho fatto le cose che ho fatto è perché ho avuto, nella vita, una grande possibilità. Crescere nel modo giusto, vivere bene, godere di una buona salute, imparare molto. E sono stato aiutato, nei momenti giusti, ad andare nella giusta direzione.

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ayrton senna PENSIEROROSOO ULTIMO BLOCCO 1

L’istituto ha assistito centinaia di migliaia di ragazzi ed è stato insignito dall’UNESCO, nel 2004, di una cattedra incentrata sull’educazione e lo sviluppo umano, risultando la prima organizzazione non governativa a ricevere tale riconoscimento. In netto contrasto con la natura predatoria e tiranna che trasudava sulla pista, le sue azioni e la sua umiltà sono una testimonianza indelebile di una rara consapevolezza e generosità d’animo.

La cosa importante è la gioia che mi dà ogni vittoria, il piacere che offre, al pari di una grande conquista, un’enorme sfida, come combattere e vincere una battaglia. Senza queste emozioni, tutte queste emozioni, correre non avrebbe senso.

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