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“Back to Black”, il ritratto amorevole e infedele di Amy Winehouse

“Back to Black”, il ritratto amorevole e infedele di Amy Winehouse

Angelo Annese
Amy Winehouse, Back to Black

Passata alla storia con la sua iconica acconciatura ad alveare, le movenze da pin-up e il trucco alla Cleopatra, Amy Winehouse, con la sua reinterpretazione del jazz in chiave moderna, ha dato i natali a una nuova corrente musicale

Amy Winehouse
Amy Winehouse con la tipica acconciatura ad alveare e tattoo pin-up.

Durante la sua carriera musicale ha scritto e cantato brani immortali come Rehab e Back to Black, annoverati tra i capolavori musicali del nuovo millennio. Il ricordo della sua voce “divina” – come scrisse il Washington Post – perché “insolitamente profonda e potente” è in grado, ancora oggi, di lasciare una traccia indelebile nel cuore di chi l’ascolta. Amy Winehouse ha il merito di aver rivoluzionato il panorama musicale dei primi duemila creando le condizioni per l’affermazione di un nuovo canone artistico. Genio e sregolatezza, la sua attitude ha ispirato una nuova generazione di popstar come Lily Allen e Adele

Amy Winehouse
Amy Winehouse

Chi era Amy Winehouse?

Amy Jade Winehouse è nata il 14 settembre 1983 nel sobborgo londinese di Southgate, da genitori ebrei. Sua madre, Janis, era una farmacista e suo padre, Mitch, era un tassista ossessionato dalla musica, in particolare soul e jazz. Amy, quindi, fin da piccola aveva a disposizione una libreria musicale di un certo tipo e, grazie all’influenza del padre, si appassiona ad artisti del calibro di Frank Sinatra, dimostrando però anche un certo interesse per l’hip-hop.

Amy Winehouse
Amy winehouse da bambina

Crescendo, sviluppa un gusto musicale variegato, ascolta un po’ di tutto dal gospel all’R&B e all’hip hop, e allena la sua vocalità sulle note di Louis Armstrong. A 10 anni, forma una rap crew con un amico e a 12 anni vince una borsa di studio con la sua interpretazione di On the Sunny Side of the Street di Louis Armstrong. Ha fatto le superiori alla BRIT School for Performing Arts and Technology frequentata nello stesso periodo anche da personalità come Lily Allen e Adele. Si tratta di una specie di Centro Sperimentale completamente gratuito, in quanto finanziato dal Governo inglese, dove ogni anno vengono selezionati studenti di talento.

Amy Winehouse
Amy Winehouse adolescente

Era il 2002 quando il suo amico Tyler James invia la demo di Amy a un talent scout che la fa subito ingaggiare dall’Island/Universal. Nel 2003 esce Frank, il suo primo disco con la Island Records, intitolato così in onore del suo idolo Frank Sinatra. Il jazz ibrido e innovativo di Amy Winehouse, all’epoca appena diciannovenne, la rese subito “virale” nel Regno Unito. Nel 2006 il suo stile matura ulteriormente e pubblica Back to Black, qui si materializza un connubio interessante tra i classici della Motown – l’etichetta americana anni ‘60 – e gli stilemi dell’hip-hop contemporaneo. Il disco, egualmente osannato dalla critica e dal pubblico, diventa in breve tempo un successo internazionale

La musica è l’unica terapia che ho a disposizione per trasformare i miei fallimenti in vittoria e ogni brutta situazione è una canzone blues che aspetta di accadere

Amy Winehouse
AMY DA GIOVANE 1 1
Amy Winehouse agli esordi.

Con il suo lavoro Amy dona nuovamente linfa vitale a una scena musicale britannica stanca, ormai logorata dalle Spice Girls e dalle boy band. Distribuito nel 2007 negli Stati Uniti, Back to Black ha vinto cinque Grammy, il maggior numero mai vinto da una donna britannica. Tuttavia, agli inizi del 2008, era diventata tristemente nota sui tabloid per la sua condotta sregolata, i disturbi alimentari e gli eccessi di alcol e droga. Presa di mira dai paparazzi, ogni giorno escono articoli scandalistici e diventa un capro espiatorio, il cattivo esempio da cui stare alla larga. Ormai preda della depressione, il 23 luglio 2011 viene ritrovata esanime nella sua casa di Camden, Londra. Muore all’età di 27 anni, l’autopsia parla di una overdose “accidentale” da alcol e, unendosi ai tristemente noti Jimi Hendrix, Kurt Cobain e Janis Joplin, entra a far parte nel tristemente noto Club dei 27.

Ci siamo detti addio solo a parole, io sono morta un centinaio di volte, tu torni da lei e io ritorno nell’oscurità.

Back to Black, Amy Winehouse
Amy Winehouse e Blake
Amy Winehouse con Blake, 2006.

L’album è dedicato alla relazione tragica e appassionata avuta con Blake, il più grande amore della sua vitaBlake è il bad boy per eccellenza che vive ai limiti della legalità, è un “cane randagio” autolesionista, ricoperto di debiti e con problemi di tossicodipendenza che finisce per “plagiare” la cantante. Il 18 maggio 2007, mentre Blake era ai domiciliari, i due volano a Miami e si sposano in segreto, ciò che ne consegue sarà una relazione autodistruttiva nella quale i due abusano insieme di alcol e droga.

Matrimonio Amy Winehouse e Blake
18 maggio 2007, matrimonio Amy Winehouse e Blake a Miami, USA.

A un certo punto della loro storia Blake decide di scaricarla per tornare dalla sua ex e da quel momento Amy sprofonda in una spirale di agonia fisica e mentale dalla quale non riuscirà più a venir fuori. Nei suoi testi, infatti, Amy parla dalla profondità della sua anima e si mette a nudo raccontando proprio di quelle esperienze tossiche e nocive e delle dipendenze che l’hanno poi condotta alla sua prematura dipartita.

Amy Winehouse omaggio
Omaggio dei fan dopo la morte di Amy Winehouse il 23 luglio 2011.

Back to Black raggiunse le 12 milioni di copie vendute. Pochi mesi prima di morire, Amy dichiarava:

La vita è breve ed io ho fatto un sacco di errori. Ho avuto spesso un atteggiamento distruttivo. Facevo una cosa sbagliata dietro l’altra. Ho sempre detto che non sono una che si pente di quello che fa, che non chiede mai scusa e non si sente mai in colpa, ma in realtà mi sento in colpa per quello che ho fatto. Credo tuttavia che le cose succedano sempre per una ragione ben precisa.

Amy Winehouse

Amy Winehouse secondo “Back to Black”

Back to Black, diretto da Sam Taylor-Johnson (Nowhere boy, 2009 e 50 sfumature di grigio, 2015), nonostante abbia sollevato diverse polemiche, è forse il film meglio riuscito della regista. Come film biografico è ambizioso e lo si percepisce dalle scenografie e dalla maniacale cura dei dettagli. Non è da meno l’incredibile recitazione di Marisa Abela che si è impegnata a imitare fedelmente l’accento marcato della cantante.

Amy Winehouse
Amy Winehouse sul palco, scena del film.

Ci sono però diversi punti interrogativi, sbavature e dinamiche anomale che lasciano lo spettatore perplesso, specialmente i fan. Il film sembra essere stato concepito con l’intento di appellarsi a una dimensione più romantica e personale della vita della cantante. L’ultima volta che Sam Taylor-Johnson ha diretto un film su un’icona della musica è stato al suo esordio con Nowhere Boy nel 2009, pellicola sulla vita di John Lennon. La pellicola ha poco a che vedere con il documentario Amy di Asif Kapadia (2015) rimasto nel cuore dei fan per aver restituito un’immagine di Amy autentica e disinteressata, priva di strumentalizzazioni.

Amy Winehouse matrimonio
18 maggio 2007, matrimonio Amy Winehouse e Blake a Miami, USA (scena del film).

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Nel film, per esempio, quando si descrive la relazione tra Amy Winehouse e i suoi genitori, le loro interazioni sono sempre superficiali e prive di profondità, prettamente superflue e distribuite come elementi narrativi di riempimento. Il padre di Amy Winehouse, Mitch (Eddie Marsan), compare più frequentemente nel corso della storia, ma il tempo che i due passano insieme non sembra mai autentico. Mitch appare il padre dell’anno, fiero e soddisfatto sostiene la figlia e la porta in palmo di mano, siede tra la folla a darle manforte quando si esibisce nei jazz club e ha sempre il consiglio giusto.

Amy Winehouse e suo padre Mitch
Amy Winehouse con suo padre Mitch in un jazz club (doc. Amy, 2015)

Un padre mentore che la accudisce insomma, amorevole e responsabile che suo malgrado si trova a fare i conti, amareggiato, con i comportamenti autodistruttivi della figlia. Ben diverso dalla realtà, era infatti nota la relazione disfunzionale tra lei e il padre, avevano un rapporto difficile e travagliato e lui la umiliava sfruttandola economicamente; questo aspetto non viene mai nemmeno accennato. Questa clemenza da parte della produzione è, forse, un “gesto dovuto” ai genitori per la collaborazione e il supporto dati alla troupe e al cast durante le riprese. Peccato che non si tratti dell’unica incongruenza.

La musica è l’unica cosa che so fare bene. È l’unica cosa in cui ritrovo la mia vera dignità. È l’unico campo della mia vita in cui posso alzare la testa e dire: “Nessuno può toccarmi

Amy Winehouse
Amy Winehouse e Mitch film
Amy Winehouse e suo padre Mitch (scena del film)

Tutto ciò che orbita intorno all’ecosistema emozionale della cantante è artificioso e inconsistente, dalle amiche di infanzia alla madre, questi personaggi si rivelano abbastanza sterili e deludenti, privi di una caratterizzazione definita. Fanno eccezione Blake (interpretato da Jack O’Connell) e la nonna Cynthia Winehouse (Lesley Manville), quest’ultima si configura come l’unico elemento edificante del film nei confronti della cantante. Infatti, dopo aver visto il documentario di Asif Kapadia del 2015 nel quale si vedeva Amy interagire con molti amici e familiari, appare lampante la scelta compiuta dal gruppo creativo. Scelta impietosa di sviluppare un punto di vista commerciale relegando Amy a caricatura di se stessa, enfatizzando, senza alcun rimorso, un racconto pieno di storture che ritrae l’artista come una ragazzina immatura che vive in funzione degli altri, riducendola a una povera ingenua preda dei suoi istinti e incapace di dominare le sue emozioni.

Amy Winehouse con la nonna Cynthia
Amy Winehouse e sua nonna Cynthia (scena del film)

Il tutto coronato da una sceneggiatura sommaria e fumettistica piena di ellissi, caotica e infarcita di buchi di trama, che percorre freneticamente le tappe della carriera di Amy soffermando lo sguardo esclusivamente sull’incontro con Blake, la dipartita della nonna Cynthia e lo stile di vita “rock’n’roll”. Amy viene rappresentata come una persona bipolare, fragile e insicura, plasmata dalla dipendenza affettiva senza che vengano mai approfondite la sua identità e la sua visione artistica. Il suo tormento interiore si manifesta soltanto tramite continui comportamenti lunatici e dissociativi, come nelle serie teen drama. La cosa più irritante è che qui nessuno è colpevole, a eccezione di Amy sembrano tutti perfetti, sono tutti scagionati.

Amy Winehouse
Amy Winehouse preda dei paparazzi (scena del film)

Back to Black è incentrato sulla storia d’amore distruttiva tra Amy Winehouse e Blake Fielder-Civil, bisogna pur ammettere che la hit da cui prende il nome è stata scritta e composta proprio dopo la loro separazione. Il film, però, trascura completamente il vero ruolo di Blake nella vita, o per meglio dire nella morte, di Amy. Sam Taylor-Johnson ci presenta un Blake edulcorato dal cuore tenero nello stereotipo del ragazzo di strada pieno di tormenti che, sotto sotto è buono e ha solo paura di non essere abbastanza. La sue responsabilità nell’aver trascinato Amy nel tunnel della droga non vengono minimamente mostrate. Back to Black ha perso l’occasione di raccontare il lato contagioso e inedito di Amy, il suo senso dell’umorismo e la sua energia vitale.

Amy Winehouse
Amy Winehouse: l’intero patrimonio della cantante è andato in eredità ai genitori.

Back to Black è un film poco fedele e a tratti fastidioso che passa il tempo a compatire la cantante incolpando velatamente dall’alto i suoi atteggiamenti devianti. Il film in se è godibile, ma se qualcuno lo guarda ignorando i fatti e non conoscendo la storia della persona interessata, rischia di farsi un’idea corrotta e lontana dalla realtà. Viene quindi calpestata la sua essenza, un tradimento in piena regola e tutto suona più o meno come “chi è causa del suo male pianga se stesso.”, ma ci sono anche delle note positive. Di consolazione, per esempio, è la presenza nel cast di Marisa Abela che con la sua memorabile interpretazione è riuscita comunque a tutelare la memoria di Amy, a cogliere il suo lato ironico e generoso trasmettendo efficacemente l’incantevole contrasto tra la sua incredibile forza d’animo e la sua tenerezza.

Più grande è… e meglio è. Ovviamente questa battuta la capirà soltanto il mio hair-stylist, perché voi siete maliziosi.

Amy Winehouse
Amy Winehouse
Amy Winehouse a 17 anni, 2000.
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