Paulo Renftle e la potenza della luce creativa
Ho avuto modo d’ esplorare il percorso creativo e visionario di Paulo Renftle, artista contemporaneo emergente che sta ridefinendo il linguaggio della fotografia e dell’arte visiva. Le sue opere non sono semplici fotografie, ma portali luminosi dove la geometria si fa emozione e la luce racconta storie silenziose.
Un viaggio nell’arte visiva tra luce, geometria e ispirazione
Entrare nella sua mente creativa significa comprendere la sua visione unica che trasforma concetti astratti in esperienze visive potenti e coinvolgenti.

Fin dall’infanzia, Paulo ha coltivato un profondo interesse per l’immagine e la luce. Nato artisticamente a New York, ha iniziato a sperimentare la fotografia istantanea a soli dieci anni, sviluppando negli anni una tecnica personale che lo ha portato a lavorare con una maestria unica nell’enigmatica arte dell’immagine laser-indotta.
Dalla fotografia alla scultura: un approccio multidisciplinare
Dopo una solida formazione artistica, alimentata da un ambiente familiare ricco di stimoli creativi, Renftle ha spaziato tra pittura, scultura, incisione e fotografia. A vent’anni, la sua carriera ha preso slancio grazie a una campagna fotografica internazionale a Bali, che lo ha condotto nel mondo della moda e del lusso, collaborando con brand di haute horologerie e supercar.


Tra i progetti più significativi, spicca la realizzazione di cinemagraphs per il brand Lamborghini, in cui ha impiegato avanzate tecniche di light painting per raccontare visivamente la leggendaria Miura SV.
Afterlife: luce e geometria nella serie che sfida il tempo
La sua celebre serie Afterlife si distingue per una luminosità intensa, composizioni armoniche e rigore geometrico, caratteristiche che definiscono la sua cifra stilistica. In questa fase della sua carriera, Renftle ha esteso la sua ricerca anche alla scultura in granito e all’ esplorazione della forma femminile come simbolo del potere creativo.
Le sue opere sono state esposte in importanti sedi artistiche, tra cui:
- Palazzo delle Stelline (Milano)
- LAC Museum e Villa Ciani (Lugano)
- Messeturm (Basilea, durante ArtBasel 2024)
- Banca Investis (sculture in granito)
Le prossime mostre personali si terranno:
- Venezia, Riva Home Gallery – 24 maggio 2025
- Taormina, Archivio Storico – 21 giugno 2025
Intervista a Paulo Renftle: luci, visioni e percorsi artistici

Il tuo lavoro sembra spesso sfidare le convenzioni e spingere i confini dell’arte contemporanea. Qual è la tua motivazione principale dietro questa costante ricerca di innovazione e come vedi il ruolo dell’artista nel contesto sociale contemporaneo?
Sono visioni catturate al confine di ciò che definiamo realtà, la grande illusione. Per ricordare a me stesso la bellezza vista ad occhi chiusi. La luce laser è coerente e collimata con un’ unica lunghezza d’onda. Pura, in un buio profondo. Le particelle sospese nell’atmosfera e i volumi del corpo vibrano, riflettono, così si crea l’immagine, in modo chimico sulla pellicola o su sensori medio formato.

Molti artisti cercano l’ispirazione in esperienze personali, emozioni o eventi del mondo che li circonda. Cosa fa scattare il tuo processo artistico e come trasformi queste ispirazioni in opere d’arte tangibili?
Da alcuni anni ho iniziato a scolpire, una passione che ho da sempre, roccia lavica, ora granito, nero assoluto, il più duro, nel tentativo di ritrovare quelle forme, quella dimensione che ho scoperto, al confine. Mi soffermo spesso osservando l’apparente direzione del tempo e con il silenzioso dialogo con la roccia. Il granito parla sottovoce.
Ricordi quando hai deciso di dedicarti completamente all’arte? Come hanno reagito i tuoi genitori a questa scelta e quali sono stati i primi passi che hai intrapreso per trasformare la tua passione in una carriera?
Sono cresciuto in mezzo all’arte, circondato da artisti e opere d’arte, mia madre mi ha portato a studiare e sperimentare le varie tecniche, pittura, incisione fino alle fusioni in bronzo. Fin da piccolo ho potuto ammirare i grandi maestri nei più importanti musei al mondo.


Vedendo le tue opere, così pure da un punto di vista fotografico, la domanda sorge spontanea, dove finisce la fotografia e dove dovrebbe iniziare l’editing?
Sono fotografie pure, alcune scattate con una vecchia Hasselblad del 1971 e pellicole 6×6, prive di alcun intervento digitale. Ho creato una mia luce laser con l’aiuto di mio padre, geniale elettronico, con oscillatori, amplificatori e specchi, un modulo portatile a batteria che mi ha permesso di creare immagini vicino all’acqua. Elemento a me caro.
In un mondo sempre più digital e social media-friendly, come vedi l’evoluzione dell’arte contemporanea e il suo rapporto con le nuove tecnologie?
L’evoluzione tecnologica e l’avvento dell’AI ha creato rivoluzioni, tuttavia il mio lavoro resta orientato per poter attraversare il tempo, come il Libro-Archivio Afterlife, il mio primo libro d’artista fatto a mano in tiratura limitata, capace di sostenere estreme escursioni di temperatura, oppure i recenti lavori in granito, marmo, roccia lavica o bronzo. La sfida del tempo.

Se potessi dare un consiglio a un giovane artista che sta iniziando il suo percorso nel mondo dell’arte contemporanea, quale sarebbe? Quali sono le lezioni più importanti che hai imparato in questo mondo a volte nebuloso?
Ricerca introspettiva. Silenzio e Lavoro. Dedizione assoluta.
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