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Lost Americana e la seconda vita di Machine Gun Kelly

Lost Americana e la seconda vita di Machine Gun Kelly

Barbara Cialdi
Machine Gun Kelly

Lost Americana”, uscito l’8 agosto 2025, è il disco della rinascita di Machine Gun Kelly: settimo album in studio per l’artista texano, include 13 tracce, tutte senza featuring, un autentico viaggio solista nelle sue riflessioni e sonorità

È stato un incontro del tutto improvvisato e inatteso quello con Machine Gun Kelly a Milano, in una sera di giugno che sembrava destinata a scorrere come tante altre. Invece, nel cuore della città, tra una pausa veloce e un’agenda serrata, l’artista americano si è concesso qualche ora di libertà, rivelandosi in una dimensione più intima e autentica. Alto e slanciato (1,92 m), con gli occhi azzurri intensi e un sorriso capace di smorzare ogni distanza, Machine Gun Kelly unisce l’aspetto magnetico da rockstar a un carattere sorprendentemente amichevole, lontano dagli stereotipi dei vecchi rapper.

Abbiamo parlato del suo ultimo album, Lost Americana, e del suo percorso verso la sobrietà, un viaggio personale che ha assunto ancora più significato con la nascita della sua seconda figlia.

Machine Gun Kelly
Machine Gun Kelly (Colson Baker, 1990), rapper, rocker e attore che, dopo il successo tra rap e pop-punk, torna con Lost Americana — il suo primo album realizzato in completa sobrietà, nella fase della sua vita segnata da paternità e rinascita personale

Machine Gun Kelly unisce l’aspetto magnetico da rockstar a un carattere sorprendentemente amichevole, lontano dagli stereotipi dei vecchi rapper

“Lost Americana”: un diario sonoro denso e sincero

MGK, sorridendo con un pizzico di nostalgia: “Lost Americana è il mio diario musicale più personale. Raccoglie nostalgia, confusione, dolore e una voglia disperata di riscatto.”

Il singolare trailer narrato da Bob Dylan ha acceso l’attenzione mediatica e simboleggia un ponte tra generazioni: “Lui ha portato una magia difficile da spiegare… era come incontrare Peter Pan e Omero insieme.”

“Treading Water”: la canzone che ci accomuna

Gli confesso che la mia traccia preferita è proprio “Treading Water”. Lui sorride, quasi sollevato: “Forse è anche la mia preferita, perché lì ho messo tutto: la rottura, il dolore, la riabilitazione e la voglia di cambiare.”

Nel brano affronta la fine della relazione con Megan Fox e una rivelazione intensa: un soggiorno in rehab durante il periodo natalizio, trasformato in arte. Cita parole che restano impresse: “I broke this home” e “I’ll change for our daughter”.

Sobrietà: una scelta spinta dall’amore

MGK rivela: “Lost Americana è stato il primo disco che ho registrato completamente sobrio.” La decisione di cambiare nasce da una frase dolorosa detta da sua figlia maggiore, Casie: “Dad, I can tell when you’re high.” È stato il momento della svolta.

Oggi è completamente sobrio: niente alcol, niente droghe — una nuova vita per essere un padre presente.

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Machine Gun Kelly ha spesso incarnato un’immagine ben lontana dallo stereotipo del rapper tradizionale: il suo atteggiamento, amichevole, accessibile e di grande energia positiva, ha contribuito a “rompere gli schemi dei vecchi rapper”.

Figlie: luce e nuova direzione

Parla con orgoglio di Casie, 16 anni, che ha avuto un ruolo attivo nella sua crescita emotiva e musicale. E c’è Saga Blade, la sua bimba nata a marzo 2025 con Megan Fox. Definisce Megan una “madre pazzesca” e scherza: “Io sono il maestro di musica in famiglia.”

MGK riflette: “Essere padre di ragazze ti cambia dentro. Ricarica la tua volontà di vivere, ti ridà uno scopo.”

Machine Gun Kelly: scrive un album tra fragilità e redenzione

Non è soltanto una raccolta di canzoni, ma un vero concept album. In Lost Americana, MGK intreccia storie personali e riflessioni universali sull’identità americana contemporanea, alternando atmosfere acustiche a sonorità più ruvide e distorte. L’album è costruito come un viaggio: dalla rabbia al pentimento, dalla caduta alla risalita. Ogni traccia è un frammento di memoria, un tentativo di fotografare un’America smarrita, vista con gli occhi di chi ha attraversato dipendenze, amori finiti e la ricerca di un senso nuovo. “Ho voluto che ogni brano fosse un capitolo,” spiega, “un pezzo di un diario che non avevo mai avuto il coraggio di scrivere prima.”

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