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Metaforicamente Schiros – Beatrice Schiros

Metaforicamente Schiros – Beatrice Schiros

Tito Ciotta
Beatrice Schiros

Nata a Parma, Beatrice Schiros si diploma nel 1995 alla scuola del Teatro Stabile di Genova.

La sua carriera spazia dal teatro, alla televisione, al cinema.

Prevalentemente attiva come attrice teatrale Beatrice Schiros lavora con; Giuliana Musso, Serena Sinigaglia, Marco Sciaccaluga, Massimo Navone, Giampiero Solari, Gabriele Vacis, Giorgio Gallione, Massimo Somaglino e Gabriele Scotti. Nel 2013 incontra la compagnia teatrale Carrozzeria Orfeo diventando la punta di diamante dei loro spettacoli, quali; Thanks for vaselina (premio Mariangela Melato come migliore attrice), Animali da bar, Cous cous klan (premio ETI Maschere del Teatro come migliore attrice), Miracoli Metropolitani fino a Stupida Show!

Dal 2004 al 2007 interpreta il ruolo di Cristina Meloni nel programma televisivo Camera Café, nel 2015 è Margherita Lobascio nella serie Fuoriclasse.

Nel 2016 debutta a livello cinematografico interpretando Moira nel film La pazza gioia di Paolo Virzì.

Beatrice Schiros
Beatrice Schiros

Beatrice Schiros, artisticamente, la vedo in scena per la prima volta nel 2009 nello spettacolo Tanti Saluti di Giuliana Musso, ma solo grazie allo spettacolo Le Poveracce di Gabriele Scotti uscii dal teatro Spazio 89 di Milano dicendomi:

“Questa piccola grande donna la devo assolutamente conoscere, perché spacca!”

Detto fatto!

Poco tempo dopo intervisto Beatrice grazie allo spettacolo Thanks for vaselina in scena al Teatro Elfo/Puccini ed è subito un grande successo di pubblico, la conferma con la critica arriva grazie a Animali da bar, la consacrazione con Cous cous klan, Miracoli Metropolitani e Stupida Show! Ma, nell’agosto del 2022, con le ultime date del tour dello spettacolo Stupida Show succede qualcosa!

Beatrice Schiros e il burnout da teatro

Beatrice, prima di parlare del monologo Metaforicamente Schiros, dopo così tanti successi e premi importanti, decidi di lasciare il teatro. Perché?

Avevo bisogno di prendere aria, avevo lavorato 12 anni ininterrottamente con la compagnia teatrale Carrozzeria Orfeo a cui devo moltissimo, ma ero andata in burnout da teatro. Se il lavoro restituisce angoscia e frustrazione vuol dire che c’è qualcosa che non và, di conseguenza occorre cambiare!

Mi ero stancata.

Mi ero esaurita, non mi divertivo più e se questo lavoro lo fai senza divertirti, devi subito andare a fare dell’altro. Avevo lavorato tanto per tantissimo tempo (grata alla vita e grata alla compagnia che mi ha dato la possibilità di vincere tanti riconoscimenti) ma alcune dinamiche, umane, all’interno del gruppo di lavoro erano cambiate… l’insieme di queste cose, mi hanno spinto a prendere spazio e tempo.

Avevo davvero bisogno di capire se era il caso di tornare o non tornarci più, in teatro!

La crisi di rigetto dal teatro, per Beatrice, dura circa due anni, due anni lontana dal palcoscenico la sua vera casa.

“Ho detto di no a tante belle proposte teatrali!”

Per Beatrice, dunque, non era ancora arrivato il momento di salire su di un palco.

C’è da dire che in questi due anni abbiamo goduto ‘virtualmente’ del suo talento, grazie alla televisione e al cinema:

“di fatto – sottolinea Beatrice – hanno linguaggi diversi rispetto al teatro”

Personalmente la seguo su Instagram, i suoi brevi video mi mettono sempre di buon umore. Provate a seguire il suo account @schiros ne gioverete anche Voi!

Beatrice, finalmente torni in scena con un racconto intimo che non fa sconti a nessuno, neanche a te! Quando nasce e perché Metaforicamente Schiros?

Torno in scena con Metaforicamente Schiros perché avevo bisogno di tornare con qualcosa di mio, scritto anche da me, con il super aiuto speciale di Gabriele Scotti, un racconto molto personale e molto fuori dai denti. Un atto psicomagico! Questo è più di uno spettacolo per me, è un atto curativo per la mia vita che forse, e sottolineo forse, mi avrebbe fatto far pace col teatro.

Un rito “psicomagico” così definisce lo spettacolo, Metaforicamente Schiros, Beatrice.

“Condivido con il pubblico tanti fatti della mia vita, piccoli e grandi, drammatici o comici quando non imbarazzanti – diciamolo: cose che potrei e forse dovrei tranquillamente tacere – perché mi fa bene e credo possa fare bene anche a chi sarà in sala”

Di fatti, Metaforicamente Schiros, è un racconto di vita appassionante, esilarante e commovente.

Beatrice non vorrebbe essere lì sul palco.

Eppure qualcosa accade.

Un primo ricordo, un aneddoto, una risata, e il racconto di un’intera esistenza prende forma, passo dopo passo, senza soluzione di continuità, attraverso un ventaglio di episodi, personaggi e pensieri che toccano tutti i temi dell’umano.

Un monologo fuori dai denti e sfacciato, delicato e amaro, nel mezzo del cammin di nostra vita, in cui Beatrice fa il punto su di sé e sulla propria esistenza.

Un racconto personalissimo eppure universale, dove ciascuno può trovare pezzi di sé, tra risate e lacrime, perché tutti ci siamo imbarcati in relazioni improbabili, abbiamo perso qualcuno di importante, siamo caduti più e più volte per poi doverci rialzare, siamo figli e viviamo il grande mistero: i genitori, cui tanto dobbiamo, nel bene come nel male.

Uno spettacolo dalla forma essenziale e denso di vita, in grado di portarci al cuore del teatro creando un fortissimo legame empatico tra Beatrice e pubblico presente in sala.

Beatrice, quanto coraggio ci vuole per dire la verità a teatro? Di fatti metti in piazza la tua vita e non credo sia facilissimo!

Sì, ci vuole tanto coraggio!

Sì, ci vuole coraggio per sputtanarsi come ho fatto io, mettere in piazza soprattutto i miei fallimenti, ma con Metaforicamente Schiros ho avuto bisogno di buttare fuori e mettere in piazza la mia vita!

Sì, ho avuto coraggio senza alcun ripensamento ma davvero in serenità.

Parli di te stessa, ma alla fine potremmo ritrovarci più o meno tutti nelle tue parole. È questo che vuoi che venga fuori a fine serata?

Io parlo di me stessa è vero, ma parlo di tutti, ed è quello che speravo accadesse.

Io parlo di me e di tanti e tante come me! Molti a fine spettacolo mi sono venuti a dire:

“sai che mi sono ritrovata, sai che ho passato la stessa cosa….”

Giovani e meno giovani, sono arrivata a tutti e quindi felice che sia accaduto quello che speravo.

Grazie a Metaforicamente Schiros, ti sei tolta qualche sassolino dalla scarpa?

Sassolini non ne ho, avevo solo bisogno del mio atto curativo questo è l’unico intento.

Ora non ti so dire se ho fatto pace col teatro, te lo dirò più avanti, per ora ho buone sensazioni… boh… chissà…

So che tuo fratello è venuto a vedere lo spettacolo al Teatro della Cooperativa (tutte le sere sold out) a fine serata qual è stata la sua recensione, se posso?

Mio fratello era emozionatissimo, ha rivisto i miei “genitori” in scena. Molto commosso all’inizio, ha poi tanto riso e alla fine pianto… è stato felice di vedere Metaforicamente Schiros!

Invece, fossero ancora qui, avresti invitato i tuoi genitori a vedere Metaforicamente Schiros?

EHHHHHHHH MAGARI CI FOSSERO STATI I MIEI!!!

Loro mi seguivano, hanno visto tanti spettacoli fino a quando hanno potuto. Sarebbero stati felici.

Oddio forse non mi avrebbero sentita perché erano un po’ sordi, ma avendo io il microfono forse sì mi avrebbero sentita!

Dopo due anni di assenza dal palcoscenico, chi è oggi Beatrice Schiros?

Beatrice ora è cambiata.

Questi anni mi hanno maturata e sono stati utili. Oggi, nell’ambito lavorativo, molte cose non le accetterei più. Sono anche più grande come età, sono cresciuta soffrendoci ma ora sono in piedi e sto bella dritta.

Rispetto ad alcune decisioni della vita so quello che voglio e non voglio più fare.

Parliamo d’amore.

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In Metaforicamente Schiros gli uomini non fanno una bella figura, sei stata più amata o hai amato di più?

Oddio gli uomini li bastono ma neanche così tanto.

Li ho amati tanto, mi sono molto data nelle relazioni come mi do nel lavoro.

Poche storie d’amore, lunghe… dove non mi sono risparmiata.

Forse ho più dato, questo sì!

Beatrice Schiros

Cosa saresti disposta a fare per amore?

Per amore non so cosa sarei disposta a fare… boh a questa età NON PIÙ TUTTO ecco, perché sono adulta… forse! E poi sono anni che sono sola…

Nei confronti della vita Beatrice Schiros è più in debito o in credito?

Non saprei!…

Artisticamente parlando?

Artisticamente parlando… non mi sono mai risparmiata, non so se sono più in debito o a credito. Anche qui non saprei! Ti posso dire che dai primissimi spettacoli, dal 1995 ad oggi anche in quegli spettacoli che magari non amavo follemente, non mi sono mai risparmiata.

Ci sono spettacoli che ami follemente altri meno!

In Teatro c’è meritocrazia?

Come in tutti i lavori non c’è meritocrazia, men che meno nel cinema e in TV.

A teatro, ancora oggi, il protagonista delle Locandine è un personaggio maschile. alla direzione artistica ancora poche donne…

… Sulla presenza delle donne siamo ancora molto indietro. C’è molto da fare!

Dovessi esserci tu alla direzione di un teatro, quale ti piacerebbe dirigere ma soprattutto quali titoli inseriresti in cartellone?

Io? Dirigere? No no no!…

Se dovessi scegliere dei titoli sicuramente spettacoli di teatro contemporaneo e pochi classici, per mio gusto personale.

Cara amica mia, prima di concludere questa nostra virtuale chiacchierata, c’è qualcosa che avresti voluto dire che non ti ho chiesto? Hai carta bianca!

Alla fine di tutto ti posso dire che boccate di ossigeno nella vita e nel lavoro andrebbero prese eccome, in molti dovrebbero farlo, per capire profondamente dove si sta andando e come si sta.

Questo lavoro lo faccio perché lo amo e non per soldi, soprattutto ora che mi sono presa del tempo per capire. Se oggi accetto un lavoro è perché sposo il progetto se no, vado a fare dell’altro.

Quando ero giovane, ovviamente, ho fatto di tutto e di più ma perché dovevo imparare e quindi ho lavorato, fortunatamente, con tante realtà teatrali che mi hanno dato tanto (anche molto distanti da me) e che ringrazierò per sempre.

Oggi se accetto un lavoro è perché, ripeto, sposo il progetto se lo devo fare per il pensiero dello stipendio mensile vado a fare altro, felice di andare; gelataia, lavorare in una azienda… etc… ma felice mica sacrificata, felice di cambiare mestiere. Però parlo così solo ora perché ho un’età e non sono più una ragazzina.

Caro TiTo, il teatro non si fa pur di farlo!

È vero, per questo motivo quando il teatro lo fa Beatrice Schiros lo spettacolo è assicurato!

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