FringeMI Festival – Il Teatro dove non c’è!
Il nostro viaggio, alla scoperta dei luoghi dove si respira arte, teatro e cultura, quest’oggi parte da molto lontano (Edimburgo) per arrivare in uno dei quartieri di Milano che almeno una volta nella vita i milanesi hanno attraversato, un po’ per caso e un po’ per curiosità; NoLo ovvero, North of Loreto. Un luogo unico!
1947
Nasce a Edimburgo il Fringe Festival, quando otto compagnie teatrali scartate dalla prima edizione del Festival Internazionale di Edimburgo decidono di avviare un festival indipendente, portando in scena i propri lavori nella Cattedrale di Dunfermline, a circa 20 miglia a nord della capitale scozzese. Il nome Fringe in realtà nasce l’anno seguente, quando il drammaturgo e giornalista scozzese Robert Kemp scrive, durante il secondo Festival Internazionale di Edimburgo:
“Ai margini [n.d.t. “fringe”] del festival ufficiale, sembra che ci siano molte più iniziative rispetto al passato…”
Oggi il Fringe Festival di Edimburgo è il più imponente e importante festival di arti performative al mondo.

2019 – Le Origini del FringeMi Festival
Nasce a Milano il NoLo Fringe Festival, oggi FringeMI, festival che rispetta la natura di ogni Fringe Festival, quindi aperto, inclusivo, internazionale, tollerante, multicolore, divertente, spensierato, senza scordarsi di essere attento, riflessivo, profondo, appassionato e sincero. Ma aggiunge anche due aspetti particolari: l’attenzione e vicinanza al territorio in cui si svolge (inteso come insieme di abitanti, luoghi e attività commerciali e non) e l’organizzazione suddivisa in quartieri, ciascuno affidato a un ente che lavora nella zona o comunque la conosce bene, rendendolo un festival popolare con la potenzialità di scegliere le location giuste e attivare un pubblico composto in primis di residenti.
“Era un momento in cui il quartiere aveva una vita molto attiva – queste le parole dei ragazzi di NoLo – nascevano tante iniziative dal basso.
Davide Verazzani era stato con un suo testo al Fringe di Edimburgo nel 2015 e ha iniziato nel 2018 a comporre la squadra: tutte persone che abitavano a NoLo, amanti del teatro e vogliose di fare qualcosa per il quartiere. Di questo gruppo iniziale sono rimasti, oltre a Davide, Ippolita Aprile, Giulia Brescia e Matteo Russo. Ma la squadra di FringeMI è molto più ampia, e si accresce ogni anno, perché comprende anche i responsabili degli enti che organizzano il festival nei vari quartieri: attualmente le zone coinvolte sono 14, e questo è il motivo per cui nel 2022, non avendo più il focus solo a NoLo, il festival ha cambiato il suo nome in FringeMI”
L’offerta di festival o rassegne in Italia è tanta, come tante le difficoltà che incontrano gli organizzatori ogni anno nel portare all’attenzione del pubblico la propria programmazione.

Quelle del FringeMI…
“La difficoltà maggiore sta nel farci notare all’interno delle tante iniziative che sono presenti ogni anno nel palinsesto milanese, e nel far comprendere al pubblico, alle istituzioni e alle aziende sponsor la nostra peculiare identità.
Poi, certo, se avessimo un bilancio più solido sarebbe una gran cosa, e ci darebbe maggiore tranquillità nell’affrontare ogni anno una nuova sfida”
Invece quali le caratteristiche che vi contraddistinguono dagli altri Festival/Rassegne?
Ciò che ci contraddistingue da altri festival diffusi e anche da altri festival Fringe nel mondo e la “co-organizzazione”. Sembra una parola difficile ma è presto spiegata. Ogni quartiere che fa parte del FringeMIFestival sceglie gli spettacoli che ospiterà, sceglie dove metterli in scena, e si occupa dell’accoglienza alle compagnie, della tecnica degli spettacoli e della promozione sul pubblico. Tutto questo viene coordinato da noi del team originario, che organizziamo ancora in prima persona il quartiere di NoLo.

Teatro nei quartieri
Quanto coraggio o pazzia ci vuole nel realizzare il Vostro FringeMI vista la quantità di eventi/spettacoli e artisti coinvolti…
Ci vuole la voglia ogni anno di spingersi un po’ più in là. Portare nuovi quartieri, sviluppare nuovi progetti che coinvolgano nuovi pubblici, aprirsi a nuovi orizzonti.
Il claim del festival è Il teatro dove non c’è ed è proprio questo mantra che dal primo anno ci guida.
Ma il successo di pubblico non scontato nei luoghi periferici dove spesso viene ospitato FringeMI, non sarebbe possibile senza l’impegno costante dei quartieri.
Un sogno nel cassetto da realizzare entro i prossimi anni…
Fare il festival in tutti quanti i quartieri di Milano, nessuno escluso!

FringeMI vuole essere un Festival DI cultura o DELLA cultura?
FringeMI vuole essere un Festival che promuove la cultura teatrale, la cultura dello sguardo e dello stupore. Non c’è un unico tipo di cultura, di Arte con la A maiuscola.
Non c’è il Teatro solo nei teatri.
Ci piace pensare che il nostro pubblico a volte incontri il FringeMI nei luoghi più incredibili (in questi anni abbiamo fatto spettacoli per strada, in una palestra, in un’officina e all’interno di un mercato comunale) si lasci affascinare da quello che vede e non ne possa fare più a meno!
Uno spettacolo/artista che vi è rimasto nel cuore?
Per forza di cose, Stay hungry di Angelo Campolo è da sempre nei nostri cuori: un po’ perché è il vincitore del primo anno, un po’ perché anche grazie a questo ha avuto una distribuzione che prima non aveva.
Inoltre, Le donne baciano meglio di Barbara Moselli, perché è stato il primo spettacolo che si è svolto fuori NoLo, nel 2021, e ha addirittura vinto il festival, facendoci capire che il modello di allargamento ai quartieri non solo era fattibile ma aveva anche un senso.
Un/a artista che non siete ancora riusciti a portare al FringeMI e che vorreste tanto ospitare…
Non ce n’è uno/a in particolare.
Anzi, vorremmo piuttosto poter ospitare tutte le compagnie professionali che hanno uno spettacolo da condividere con il pubblico, come recita il claim del Fringe di Edimburgo:
“to give anyone a stage and everyone a seat”

Chi è il pubblico di FringeMI?
Sembra banale rispondere “chiunque”, ma è così.
Le analisi che abbiamo fatto mostrano un pubblico molto vario e sfaccettato, e la cosa che più ci sorprende è che da un lato ci sono molte persone del quartiere in cui si svolge lo spettacolo, dall’altro notiamo che almeno la metà di chi ci segue arriva da altri quartieri, confermando il fatto che se l’offerta è vista come positiva non ci sono problemi nello spostarsi da un lato all’altro della città.
Chi invece vorreste vedere domani seduto in Prima Fila al FringeMI?
Vorremmo semplicemente che le prime file fossero sempre piene. Non ci importa chi le occupa, l’importante è che il pubblico continui a riempirle.

Concludendo… domandona.
Vi siete mai detti: “basta molliamo tutto” e invece avete continuato!
Devo dire che non c’è stato mai un momento di sconforto totale. Anche durante la pandemia, se pur con mille dubbi abbiamo continuato a trovarci online per discutere gli spettacoli da selezionare. Infatti il festival, siamo molto orgogliosi di questo! È stato fatto, sia nel 2020 sia nel 2021, nonostante le tante restrizioni e paure ci sembrava un dovere nei confronti del nostro pubblico.
Se abbiamo stuzzicato la Vostra fantasia, grazie ad uno dei Festival con un’agenda giornaliera ricca di tante iniziative di arti performative (l’edizione 2024 quasi 100 eventi in una settimana!), dal 30 maggio all’8 giugno 2025 torna il FringeMI e per restare costantemente aggiornati seguite come noi il profilo Instagram @fringemi ; Davide Verazzani, Ippolita Aprile, Giulia Brescia e Matteo Russo vi aspettano non solo “a nord di Loreto” ma in tanti altri quartieri di Milano dove ‘il teatro non c’è’!
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