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Giorgia Malerba – Sentivo il bisogno di farmi ascoltare

Giorgia Malerba – Sentivo il bisogno di farmi ascoltare

Alessandro Nava
COVER STARSSYSTEM - GIORGIA MALERBA

Volto luminoso della nuova generazione digitale, Giorgia Malerba è molto più di una content creator diventata virale. Cantante, imprenditrice e storyteller della quotidianità, Giorgia Malerba rappresenta un modello contemporaneo di talento in evoluzione, capace di muoversi con naturalezza tra musica, social e progetti creativi. Dalla spontaneità dei primi video durante il lockdown alla costruzione di una community solida e affezionata, fino alla ricerca di una voce artistica sempre più personale, il percorso di Giorgia Malerba è quello di chi ha saputo trasformare un’occasione in una visione.

Che si tratti di musica, contenuti digitali o nuovi progetti imprenditoriali, ciò che emerge è una spinta continua ad aggiungere, mai a sostituire; a costruire identità, non a inseguirle.

In questa intervista, Giorgia Malerba si racconta con naturalezza, tra ricordi d’infanzia, errori che diventano passaggi necessari, sogni ancora in divenire e una visione molto chiara: restare fedele a sé stessa, mentre tutto intorno cambia. Ed è forse proprio qui che si trova il suo punto più interessante; non in ciò che mostra, ma in ciò che sceglie, consapevolmente, di rivelare.

Polo e culotte MALO

L’infanzia di Giorgia Malerba

I tratti che sembrano definirti, oltre alla musica, sono profondamente radicati negli affetti: la famiglia, il legame con tuo fratello, la tua casa immersa nel verde, i tuoi animali. Da qui nasce spontanea una curiosità: che bambina sei stata? Come sei cresciuta?

Bella domanda. Sono stata sicuramente una bambina molto allegra, almeno da quello che mi hanno sempre raccontato i miei genitori. I miei primi ricordi risalgono alla nascita di mio fratello… (sorride, si ferma un attimo). Mi vengono in mente tante piccole scene. (sorride)

Che rapporto hai con tuo fratello?

Ci separano due anni e mezzo e sono sempre stata molto protettiva nei suoi confronti. Lui era una vera peste, mentre io ero decisamente più tranquilla. Mia madre dice sempre che se avesse avuto prima lui, probabilmente non avrebbe avuto un secondo figlio!» (ride).
Ricordo un’infanzia felice, piena di momenti condivisi con lui. È questo il ricordo più forte che porto con me.

E mentre crescevi, felice e amata in famiglia, quali erano i tuoi sogni? Come ti immaginavi “da grande”?

Fin da piccola ho scoperto di amare molto la musica, cantare ed esibirmi. Con la mia famiglia abbiamo sempre viaggiato molto, facendo bellissime vacanze, spesso in macchina. Ho ricordi splendidi di noi quattro che cantiamo a squarciagola durante i viaggi, e già allora si erano accorti che ero intonata.

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Polo e culotte MALO

Insomma, organizzavo dei piccoli “concerti” proprio lì, in macchina: mi lasciavano il mio spazio e io mi esibivo per loro. Sono sempre stata profondamente attratta dalla musica. Mi raccontano che, oltre a quei momenti in viaggio, cantavo continuamente anche a casa: per amici, parenti, chiunque venisse a trovarci o dovunque andassi. Sentivo il bisogno di farmi ascoltare… ero un po’ protagonista da bambina, lo ammetto! (ride)

La musica di Giorgia Malerba

La musica è sempre stata una presenza costante nella tua vita, ma approfondendo la tua storia emerge che la grande popolarità sui social è arrivata durante il periodo del lockdown, in modo del tutto inaspettato, attraverso contenuti leggeri e in stile comedy, spesso realizzati insieme alla tua famiglia. Qual era la tua intenzione in quel momento?

Sì, è avvenuto un po’ per caso, perché TikTok in quel periodo non era ancora esploso del tutto. Ho semplicemente scaricato l’applicazione per puro divertimento, come hanno fatto in tantissimi in quel momento.

Facevo dei video, ti dicevo, e fondamentalmente li realizzavo per me stessa, non pensavo che potessero fare quei numeri, che le persone li vedessero per svagarsi, divertirsi. Io per prima mi divertivo a farli; li facevo con mio fratello, con i miei genitori, con i miei animali, era il nostro modo per tenerci su di morale in quel periodo triste che è stato il lockdown, nel quale non c’era più la quotidianità cui eravamo tutti abituati.

Erano video divertenti, ironici, come in fondo credo di essere. L’intenzione era quella di intrattenerci facendo qualcosa che ci tenesse uniti e ci facesse divertire mentre si stava insieme in casa.

E poi come hai vissuto questa opportunità? La popolarità arrivata in maniera naturale e non studiata a tavolino, come l’hai gestita successivamente? La musica a che punto è entrata? 

La musica è entrata quasi subito anche sui social perché poco prima del lockdown stavo lavorando su alcune mie cose, testi, idee, stavano prendendo forma i miei primi brani. Se ricordo bene il lockdown è scattato i primi di marzo del 2020, in pochi mesi hanno cominciato a seguirmi milioni di persone e durante l’estate ho pubblicato il mio primo singolo.

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Polo e culotte MALO

Ero felice di avere delle persone che stavano cominciando a conoscermi, che mi seguivano e apprezzavano la mia personalità, ma volevo che conoscessero anche la mia passione per la musica, quella parte fondamentale di me. 

La prima canzone che hai pubblicato è stata “Loca con te”, e ha avuto un grande riscontro tra chi ti seguiva e non solo.

Loca con te” sì, che era sicuramente una canzone molto fresca, estiva appunto. Ero più piccola, rappresenta certamente quello che ero in quel momento. 

I social sono uno strumento che utilizziamo tutti, alcuni lo fanno da protagonisti, altri da spettatori Mi ha colpito il fatto che tu sia cresciuta sotto gli occhi di tutti diventandone una protagonista velocemente e molto giovane. Che cosa amavi seguire in quel periodo? Quali erano gli Influencer e i Creator che apprezzavi?

Beh sì, avevo 19 anni e in quel periodo non conoscevo tantissimo i creator perché usavo poco Instagram e non avendo mai avuto TikTok, ero un po’ al di fuori effettivamente di questo mondo. Quando ci sono entrata, l’ho fatto facendo i miei video, non ho fatto molto la spettatrice.

Sono stata tra le prime a fare comedy nei video su TikTok e poi nel tempo ho conosciuto tanti altri creator.

Hai mai avuto paura di rimanere “intrappolata” in quel personaggio? Te lo chiedo perché, ascoltando “Cinque Minuti”, emerge una tua parte più vulnerabile, che sui social non si vede, o si percepisce in modo diverso. Qual è la versione più autentica di te?

Non credo di aver mai mostrato qualcosa di non vero. Semplicemente, all’inizio ho condiviso soprattutto la mia parte più giocosa, quella più divertente e solare.

Ovviamente, come tutti, ho anche momenti di fragilità e debolezza. Sui social, però, si tende a mostrarli meno; anche se c’è chi, a volte, li strumentalizza. Mostrarsi completamente, al 100%, credo sia molto difficile: nessuno riesce davvero a farlo fino in fondo.

Penso che ciascuno, in qualche modo, custodisca la propria parte più vulnerabile. A volte è difficile condividerla persino con le persone più vicine, figuriamoci sui social.

Giacca Marea, collana Euralya

Con la scrittura di “Cinque Minuti”, però, sono emerse tante riflessioni personali di cui non avevo mai parlato, probabilmente neanche a me stessa ad alta voce.

Ho letto che non ti piace l’etichetta di tiktoker. Come vorresti essere riconosciuta? 

No, non che non mi piaccia in assoluto, perché comunque è una parte di me che non rinnego, anzi, sono molto contenta di questo. Preferisco essere considerata piuttosto una creator anche perché mi muovo su più canali, non solo su Tik Tok.

Però mi sembra di capire che in questo momento la musica sia importante e tu voglia farti prendere sul serio in quel mondo, giusto? 

Sì, certo. Assolutamente. 

Cosa porta con sé il processo di scrittura di una canzone? Ti libera da cosa?

Ho sicuramente scoperto di essere molto più brava a esprimere ciò che sento attraverso il testo di una canzone. Scrivere mi viene più semplice, mi aiuta a tirare fuori la mia parte più vulnerabile o i miei pensieri più profondi, perché esprimerli parlandone mi risulta difficile. Anche con le persone che amo e che adoro.

La scrittura è liberatoria, è stato bello poter scrivere su qualcosa di più profondo e significativo per me. 

Ascoltando Cinque minuti, ho riflettuto sulle tante possibilità e sugli scenari che la vita può offrirci, tra paure e ripensamenti. Cosa ti spaventa di più: sbagliare o non provarci affatto?

Sbagliare fa sempre paura, è inevitabile. Però credo che non provarci sia ancora peggio, e ne sono convinta.

Nella mia esperienza ho commesso degli errori, ho fatto scelte che magari rifarei diversamente, ma sono proprio quelle che mi hanno portata a essere la persona che sono oggi.

Alla fine, quindi, sì: sbagliare mi spaventa, ma non provarci significherebbe rinunciare all’esperienza, alla possibilità di crescere. Vorrebbe dire che una parte di me non ha avuto il coraggio di mettersi in gioco. Per questo penso che provarci sia fondamentale.

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Abito Henri Paris, collana Euralya

Tu, che sei un punto di riferimento per tanti ragazzi e ragazze, ti sei mai sentita “indietro” rispetto alle aspettative degli altri? Come se dovessi fare di più, dimostrare di più o adattarti a un certo trend?

No, non mi sono mai sentita indietro, perché ho sempre seguito ciò che mi veniva più naturale. Ho sempre condiviso quello che mi piaceva davvero, senza sentirmi costretta a seguire qualcosa che non mi rappresentasse.

È vero, ci sono momenti in cui certi contenuti o trend funzionano più di altri, ed è normale. Quando qualcosa mi diverte, mi capita anche di seguirlo, ma se non mi rispecchia non sento il bisogno di farlo per forza. Ho sempre cercato di mantenere la mia libertà espressiva, ed è questo che mi fa sentire in linea con me stessa.

La passione per la moda di Giorgia Malerba

C’è anche la moda nella tua vita. Ti piace? Sei un’appassionata? 

Sono sicuramente un’appassionata, senza dubbio. Anche se riconosco di avere ancora tanto da imparare.

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Abito Collini, orecchini, anelli e bracciale mano destra PDPAOLA, tennis mano sinistra Euralya.

Rispetto alla musica mi sento meno preparata nell’ambito della moda, ma è qualcosa che mi affascina molto. Proprio per questo, quando posso, cerco sempre di aggiornarmi e approfondire anche questo mondo, perché è una forma d’arte anche quella.

Mi sembra che anche il mondo del beauty sia un’altra tua passione, giusto?

Sì, assolutamente. Devo dire che, ad esempio, ho imparato a truccarmi proprio grazie ai social. Da ragazzina non ero molto brava, mentre oggi sono abbastanza soddisfatta e mi piace anche condividere ciò che imparo.

Ci sono aspetti dei social che spesso vengono sottovalutati: offrono tantissime informazioni, di ogni tipo. È chiaro, poi, che la differenza sta nell’uso che ognuno sceglie di farne.

Non ti spaventa cogliere le opportunità e lanciarti in più progetti. Oltre alla carriera musicale e quella social c’è anche un progetto di natura imprenditoriale che hai messo in piedi con tuo fratello, quello delle pasticcerie Fabula.

Con mio fratello e con il nostro amico che è un pasticcere. La prima l’abbiamo aperta a Terni che è la nostra città e l’undici di aprile apriremo la seconda a Roma. Sono emozionata!

È nato tutto dalla voglia di metterci in gioco anche in ambiti diversi, cosa che ormai fa parte di me. È un lato che mi rappresenta molto e che mi appassiona tantissimo.

Mi piace l’idea di poter spaziare, soprattutto perché anche in questo progetto c’è una componente creativa molto forte. Molti dei prodotti che proponiamo nascono proprio da idee nostre: a volte vengono in mente cose un po’ folli, e tocca al nostro pasticcere trovare il modo di realizzarle!

È un aspetto che ci diverte davvero tanto e che viviamo con entusiasmo.

Sono molto felice di questo percorso e non vedo l’ora di aprire la seconda sede in una città che amo molto.

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Cardigan MALO, gonna Barbara Rizzi, bra NUEAME, collane, anelli e tennis mano sinistra Euralya, anelli e bracciale mano destra PDPAOLA.

E come cambia il rapporto tra i follower e quelli che invece sono i clienti che entrano fisicamente nel vostro locale?

Allora, devo dire che fin da subito Fabula si è costruita una sua identità. È sicuramente legata a me, ma è conosciuta anche separatamente da me. È una cosa a cui tenevo molto perché comunque i prodotti sono buoni e la gente secondo me deve apprezzare soprattutto quello. Poi per carità, la comunicazione c’è e fa parte del processo ma il fatto che le persone vengano e ritornino è la parte più importante, quella che conferma la qualità del prodotto.

Tornando alla musica invece, su cosa stai lavorando adesso, dopo l’uscita di “Cinque minuti”? In che direzione stai andando? 

Adesso sto lavorando a un qualcosa che rappresenta il momento che andremo a vivere, quello pre estivo. Ci saranno delle uscite a brevissimo. Con questi nuovi pezzi riesco a tirare fuori un sound che ho ricercato tantissimo e sono molto felice di questo. 

Chi è che lavora con te sui progetti musicali? 

Ho trovato un gruppo di lavoro con cui mi trovo molto bene perché ci siamo capiti fin da subito, le nostre visioni sono molto precise e quando si ha un gruppo di persone che capiscono la direzione fin da subito significa essere in linea e pronti a dare il meglio. Facciamo le nostre sessioni di scrittura, di suoni e tiriamo fuori delle cosine molto carine secondo me. Purtroppo ho pubblicato troppo poco in questi anni, quindi ho tante cose in ballo in questo momento, non vedo l’ha di pubblicare tutto!

C’è voglia di rimettersi in pari. 

Sì, sì. Esatto! 

Quali sono stati i tuoi momenti difficili e come li hai affrontati? 

Li ho affrontati sicuramente grazie alle persone che mi sono accanto: la mia famiglia e il mio ragazzo. Sono loro i miei punti di riferimento, le persone con cui riesco a condividere fragilità e dubbi quando emergono.

Ripensando al mio percorso sui social, in realtà non ho mai avuto un momento in cui ho pensato di mollare tutto o cambiare direzione. Ho sempre sentito il desiderio di arricchirlo, di aggiungere qualcosa in più, perché è un percorso che mi rappresenta e che mi rende felice.

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Abito Collini, ballerine AGL, orecchini, anelli e bracciale mano destra PDPAOLA, tennis mano sinistra Euralya.

Certo, ci sono stati momenti più difficili, in cui mi sono sentita giù di morale o un po’ persa. Ma parlare con loro mi ha sempre aiutata a ritrovare equilibrio. Sono felice di non aver mai pensato di abbandonare questa strada, ma piuttosto di farla evolvere, integrarla, farla crescere insieme a me.

C’è stato anche un periodo in cui non ho potuto pubblicare quanto avrei voluto, e questo mi aveva molto scoraggiata. Nonostante tutto, però, ho sempre tenuto viva quella scintilla. E oggi sento che non c’è nulla che possa fermarmi.

Cosa proteggi di più della tua vita quotidiana? Qual è il “giardino segreto” di Giorgia?

Mi stai facendo delle domande molto profonde… devo pensarci un attimo.

Direi l’amore. All’inizio l’ho protetto tantissimo, perché credo che alcune cose vadano vissute e custodite nel privato, soprattutto quando sono importanti. Poi, con il tempo, si trova anche un equilibrio.

Sono fidanzata da cinque anni e all’inizio abbiamo scelto di tenerci più riservati, aspettando che il rapporto si rafforzasse. Un’esposizione troppo precoce, secondo me, rischia di mettere in gioco dinamiche che è meglio evitare.

Oggi condividiamo anche contenuti di coppia, ma ciò che è davvero nostro resta tale. Non riuscirei mai, ad esempio, a vivere una relazione in cui i litigi diventino oggetto di discussione sui social. Mai nella vita, questo è certo. (ride)

La tua generazione, dicevamo, ha molti strumenti a disposizione e una grande voglia di usarli. In tanti si chiederanno come riuscire a gestirli al meglio, come hai fatto tu finora. Cosa ci vuole?

GIORGIA MALERBA
Cardigan MALO, gonna Barbara Rizzi, bra NUEAME, ballerine AGL, collane, anelli e tennis mano sinistra Euralya, anelli e bracciale mano destra PDPAOLA.

Cosa ci vuole? Secondo me, la prima cosa in assoluto è essere consapevoli che tutto ciò che pubblichi, anche ciò che ti sembra più privato, può finire sotto gli occhi di milioni di persone.

Bisogna accettare che non tutti avranno la tua stessa opinione o interpreteranno un contenuto nello stesso modo in cui lo immagini tu. Proprio per questo è importante partire da un presupposto: non possiamo pensarla tutti allo stesso modo. Quando arriva un commento negativo, o semplicemente una visione diversa, cerco sempre di ricordarmi che le persone si definiscono non solo per ciò che dicono, ma anche per come lo dicono. Io ho imparato fin da subito a considerarle opinioni e a rispettarle come tali.

Certo, a volte i toni possono essere aggressivi. È umano restarci un po’ male e pensare: “Ma cosa ha scritto?”. Ancora oggi mi capita di leggere commenti che mi lasciano senza parole. Però finisce lì: cerco di non soffermarmi troppo, perché altrimenti non riuscirei ad andare avanti e continuare a pubblicare.

Ci sono video con migliaia di commenti e non è sempre possibile leggerli tutti. E a volte nascono polemiche davvero dal nulla. Ricordo, ad esempio, un video ironico con il mio ragazzo in cui scherzavo sul fatto di essere disordinata: non immagini quante discussioni siano nate sotto! Ci sono commenti che vanno avanti per giorni… una follia.

Come te lo spieghi? Sembra una sorta di giungla, un campo minato. 

A volte sì, lo è. Me lo spiego pensando al fatto che più il video gira e più è sottoposto a visioni che io non avrei mai potuto mettere in conto. Scopri così l’infinita varietà del genere umano (ride). 

Potrebbe essere uno spunto per una prossima canzone…

Forse sì. Potrebbe, in effetti. É l’altro lato della medaglia dell’esposizione social. Io sono molto fortunata, ho una bella community e non mi sono arrivati mai commenti troppo pesanti o sgradevoli, però certo, a volte, le persone sanno essere cattive, col fatto che magari si nascondono dietro a un’immagine profilo impersonale, senza un’identità, pronti a sputare veleno. Lo vedo continuamente e questo dovrebbe cambiare. Colgo l’occasione per invitare chiunque a prestare grande attenzione ai giudizi facili e alla cattiveria gratuita.

I tatuaggi di Giorgia Malerba

Hai diversi tatuaggi, Giorgia. Mi ha colpito molto quello con le corna.

Sì, ho diversi tatuaggi. Ne ho uno con una frase dedicata a mio fratello, tratta da una canzone che ho scritto per lui, che si chiama “Il mio riflesso”.

Poi ho “Seventeen”, che è il mio numero fortunato, e “Music”, che rappresenta la mia più grande passione. E sì, ho anche le corna: un simbolo scaramantico a cui tengo molto. A un certo punto ho pensato che il classico cornetto non bastasse… e quindi ho detto: “Vabbè, faccio proprio le corna!”. (ride)

Quindi sei pure scaramantica? 

Credo che le cose accadono per un motivo. Me lo ripeto anche quando succede qualcosa di spiacevole: “Forse doveva andare per forza così”. 

C’è un disegno più grande che non conosco, magari ero destinata ad un’altra via, non questa. Oddio, non sono proprio la scaramantica che non passa sotto la scala, però credo nel destino.

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Cardigan MALO, gonna Barbara Rizzi, ballerine AGL, collane, anelli e tennis Euralya.

E dove pensi ti porterà? Come ti immagini tra dieci anni? 

Non ne ho proprio idea, ma se devo sognare, in un mondo ideale immagino che le persone abbiano ascoltato tanto della mia musica e che sia riconosciuta come artista, in più settori. Questo per me è molto importante, nell’ambito musicale ma anche in tante altre cose che amo e mi rappresentano, come i social e il fare impresa. Spero di realizzare tutto quello che ho in mente ma anche di scoprire altre possibilità facendo ciò che mi piace fare. Voglio pensare di poter aggiungere pezzi alla mia storia e di non annoiarmi mai.

Crediti:

Editor in Chief: Alessandro Nava

Photo: Ivan Genasi

Filmmaker: Marco Megueni

Stylist & Art Director: Victor Rodriguez

Hair: Filippo Monzio

MUA: Silvia Dell’Orto

Location: Petit Palais – Hotel de Charme

Special thanks:

AGL, Euralya, JMO Studio, Logos PR, Lucien Pages, Maximilian Linz, Parole & Dintorni, Parini Associati, Petit Palais – Hotel de Charme, Wannabe Management.

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