“La camera di consiglio”: Fiorella Infascelli porta al cinema il cuore del Maxiprocesso di Palermo
Anteprima di La camera di consiglio alla Festa del Cinema di Roma
Alla prossima edizione della Festa del Cinema di Roma (dal 15 al 26 Ottobre), nella sezione Freestyle e fuori concorso, debutta in anteprima La camera di consiglio, il nuovo film di Fiorella Infascelli. Con un cast guidato da Sergio Rubini e Massimo Popolizio, la pellicola sarà distribuita nelle sale da Notorious Pictures.

Un episodio unico della giustizia italiana
Prodotto da ArmosiA e Master Five Cinematografica con Rai Cinema, il film ricostruisce la camera di consiglio più lunga della storia giudiziaria italiana: trentasei giorni in cui otto giurati, isolati in un appartamento-bunker del carcere palermitano dell’Ucciardone, furono chiamati a decidere condanne e assoluzioni per ben 470 imputati del Maxiprocesso di Palermo.
Celebrato alla fine degli anni ’80, il Maxiprocesso segna una svolta nella storia della Repubblica. Per la prima volta lo Stato riconobbe ufficialmente Cosa Nostra come organizzazione unitaria, infliggendo una condanna collettiva senza precedenti. Un momento spartiacque che ha inciso profondamente sulla coscienza civile del Paese.

Un cast corale e un’impostazione teatrale
Il racconto si sviluppa attorno alla figura del Presidente della giuria interpretato da Rubini e al Giudice a latere impersonato da Popolizio, affiancati da Betti Pedrazzi, Roberta Rigano, Anna Della Rosa, Stefania Blandeburgo, Rosario Lisma e Claudio Bigagli.
La sceneggiatura, scritta da Infascelli e Mimmo Rafele con la collaborazione di Francesco Licata, si avvale della consulenza di Pietro Grasso, giudice a latere del Maxiprocesso, per restituire fedeltà storica e tensione narrativa.
Girato interamente in interni, La camera di consiglio adotta un’impostazione scenica quasi teatrale, scelta che amplifica il senso di clausura e pressione a cui furono sottoposti i giurati. L’uso di materiali d’archivio incastona le vicende personali dentro un più ampio quadro storico e civile.

Oltre il “film sulla mafia”
Infascelli firma così un’opera che non si limita a raccontare la criminalità organizzata. La camera di consiglio è soprattutto una riflessione sul concetto di legge e giustizia, e sull’esperienza umana e civile di chi, in uno dei momenti più drammatici della democrazia italiana, si trovò a decidere il destino di centinaia di imputati.
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