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Pitti Uomo 106, tra inclusione, poesia e natura, ecco le sfilate che hanno acceso la passerella

Pitti Uomo 106, tra inclusione, poesia e natura, ecco le sfilate che hanno acceso la passerella

Barbara Cialdi
Pitti Uomo 106, tra inclusione, poesia e natura, ecco le sfilate che hanno accesso la passerella

Marine Serre, Pierre Louise Mascia e Paul Smith hanno illuminato questi giorni dedicati alla moda maschile con tre fashion show indimenticabili e dal sapore fiabesco, senza dimenticare l’inclusione sociale e l’ambiente.

Nei giardini di Villa di Maiano, dimora quattrocentesca sulle colline di Fiesole a Firenze, Marine Serre ha sfilato in veste di guest designer a Pitti Uomo 106.  â€œSempre Legati”, questo il concetto di Marine Serre con il quale ha accolto il pubblico durante il suo debutto alla kermesse. Come invito, ha usato un passaporto rosso ricoperto dei suoi spicchi di luna, con dentro un biglietto aereo con la scritta “Marine’s Air”: un modo di narrare dei suoi viaggi e dei molti luoghi lontani, dei quali però dice ” tutti legati gli uni agli altri”.

«È un modo per dire che dobbiamo legare l’uno con l’altro»,

Marine Serre, Designer

L’approccio era ben percepibile anche nel cast prescelto per lo show: un mix multirazziale e con età diverse, con una passerella che si è arricchita di personalità provenienti da 25 diverse nazioni. Fra loro, anche nomi come Maggie Maurer e Debra Shaw e del modello simbolo degli anni Novanta Mark Vanderloo.

La sostenibilità è rimasta centrale nel debutto maschile di Serre: dai gioielli riciclati e il denim rigenerato ai patchwork di lenzuola e gli zaini decostruiti. «Il 50% della collezione nasce da materiali upcycled, come ad esempio i 6 look beige interamente creati recuperando delle tote bag», racconta la stilista. Il finale, caratterizzato da una serie di look couture che conquistano il mondo del wedding, con una carrellata di spose in bianco con capi ricoperti di messaggi di pace.

Pierre Louise Mascia, danza e poesia a Pitti Uomo 106

Parola d’ordine è delicatezza per la la sfilata di moda di Pierre Louis Mascia, stilista visionario re delle stampe in seta, completamente italiana e tutta made in Como nell’azienda Achille Pinto della famiglia Uliassi. Sotto la volta immensa del Tepidarium del Roster nel Giardino dell’Orticoltura, la serra più grande d’Italia, abilissimi ballerini coperti da magnifici scialli hanno dato vita ad uno spettacolo di grande impatto: volteggi colorati, frange al vento, giravolte e i girotondi tutti per mano, in segno di allegra fraternità.

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Pierre Louise Mascia

Poi la sfilata, la prima in assoluto per questo stilista nato a Tolosa ma “italianissimo”, noto per l’uso del materiale nobile della seta e famoso per la sua filosofia di vita che ha trasformato in un vero e proprio concept di una moda elegante, raffinata, unica per preziosità, con stampe che richiamano alla natura ed alle piante, unite al rito di mille geometrie architettoniche.

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Bar Paul, l’evento di Paul Smith

Villa Favard si è trasformata in un luogo incantato dedicato a Sir Paul Smith: il “Bar Paul“. Questo sontuoso palazzo, oggi quartier generale del Polimoda, diventa il palcoscenico perfetto per l’esibizione della sua ultima creazione, immersa in un’atmosfera di fascino senza tempo e creatività sfrenata. Qui, tra le mura storiche e i dettagli sontuosi, la moda prende vita in un modo che solo Paul Smith sa creare.

“Sono stato tra i primi stilisti invitati a Pitti, nel 1993, e l’ho sempre ritenuta una meravigliosa opportunità per dare risalto ad alcuni dei capi più belli di abbigliamento maschile al mondo, in maniera molto concreta. Non vedevo l’ora di presentare la mia collezione in una cornice più intima, e questo ritorno a Firenze mi sembra l’occasione giusta per farlo”

Paul Smith, stilista

Il designer regala a questa edizione del Pitti Uomo eleganti fusioni di stili tra blazer e harrington jackets con moderne interpretazioni del denim in collaborazione con il marchio Lee; ogni capo è un omaggio alla bellezza evergreen e all’innovazione audace.

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Paul Smith a raccontato la sua collezione durante la sfilata di Pitti Immagine 106

Con una maestria senza pari, il designer fa divenire la passerella in un palcoscenico vivente, un’opera d’arte in movimento. Ispirato dalle grandi menti creative del passato, da Francis Bacon a Lucien Freud, Smith da vita ad un dialogo acceso tra moda e arte, passato e presente. La vera magia dell’evento sta proprio qui: la storia di Paul Smith nel suo narrare, la moda appare come un libro aperto intriso di saggezza.

E così, mentre la luce di inizio tramonto illumina il “Bar Paul” di Villa Favard ed i modelli calcano la passerella, il mondo del fashion si ferma per stupirsi e per ammirare lo spettacolo. Paul Smith è un visionario, un’icona, un maestro del suo lavoro. E il suo ritorno a Pitti Immagine Uomo è molto più di un evento: è un’esperienza, un attimo intenso di pura poesia e bellezza.

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