Métiers d’art 2026: Chanel conquista la Grande Mela
L’attesa è finalmente terminata: la collezione Métiers d’art 2026 è stata svelata. Fra couture e città, gli abiti raccontano una donna moderna e indipendente. È sicuramente uno degli show più cinematografici e narrativi di Chanel degli ultimi anni.
Siamo a New York, in una stazione abbandonata della metropolitana: è qui che Matthieu Blazy ha deciso di ambientare la sua prima sfilata Métiers d’art. La scelta della location non è casuale, ma coerente con l’obiettivo della collezione: portare l’haute couture nel cuore pulsante della città americana.
Dice Matthieu Blazy:
Ero interessato alla metropolitana di New York perché penso che sia l’unica al mondo utilizzata da ogni ceto sociale. Penso sia un luogo privo di gerarchia.
Ciascuna modella rappresenta un archetipo di donna metropolitana, dalla studentessa alla ricca signora dell’Upper East Side. La collezione mescola la classica eleganza parigina all’eccentricità tipica newyorkese, con reminiscenze anni Sessanta e Ottanta.
I temi chiave degli abiti sono l’animalier, il tweed, il gender-fluid e la cultura pop. Ci sono anche, appunto, parecchi rimandi agli anni Sessanta e Ottanta: li ritroviamo nei make-up, nelle acconciature, nelle spalle ampie e nelle silhouette scultoree.
I look migliori della collezione
Il primo outfit, degno di una vera diva metropolitana, è un abito rosso in sequin, con silhouette a matita sotto il ginocchio e scollatura profonda. È abbinato a un maxi cappotto in pelliccia nero e alle iconiche dècollète bicolore. Gli orecchini, lunghi e drammatici, aggiungono verticalità. L’acconciatura, una beehive alta, richiama gli anni Sessanta, ma con un tocco più futurista.
Il secondo look, accademico, ma ironico, presenta un mood intellettuale e gender-fluid. Il blazer gessato in pied-de-poule rimanda alla silhouette maschile tipica degli anni Ottanta. Il maglione blu, con stampa gialla e rossa, rappresenta un tocco pop che rompe la rigidità del tailleur. I “puddle pants” marroni, abbinati alla cravatta rigata rossa e nera, evocano uno styling volutamente trascurato.

Con il terzo outfit lasciamo momentaneamente New York per atterrare nella Parigi degli anni Sessanta. La giacca strutturata nera, con applicazioni ton-sur-ton, è abbinata ad una micro skirt. Gli occhiali neri, dalla forma “shield”, aggiungono nuovamente una nota futuristica. Il tutto è ancora una volta completato dalle classiche décolleté bianche con punta nera e da una mini bag con catena oro.
Il quarto look è pensato per una “cool girl”, sportiva, ma sempre estremamente chic. Il pullover beige con zip è abbinato a dei jeans baggy a vita media, che ci riportano negli anni Novanta. La cintura marrone aggiunge un tocco casual, mentre la borsa a spalla con catena oro dona subito un tono elegante. Ancora una volta non possono mancare le slingback bicolor, uno dei simboli indiscussi della sfilata.

Con la giacca e la gonna pencil in tweed leopardato ci catapultiamo negli anni Ottanta. Il dolcevita verde acqua aggiunge un contrasto cromatico inaspettato, ma armonioso. Gli stivali al ginocchio neri lucidi regalano un accenno di sensualità all’outfit.
Il look più iconico dello show è la perfetta combinazione tra couture e street culture. Il tailleur in tweed è abbinato ad una t-shirt bianca con la scritta “I love New York”: una vera dichiarazione d’amore per la città.

Il settimo outfit è retro-chic, quasi alla Jackie Kennedy, ma più osè. Si tratta di un abito animalier morbido con cappello coordinato. Le slingback bicolore danno continuità alla sfilata, mentre la mini borsa verde smeraldo è un dettaglio pop, ma sempre luxury.
Infine, un look che unisce minimalismo e massimalismo. La maglia beige dona un effetto nude, ma elegante. La maxi gonna con stampa animalier è il pezzo più spettacolare e crea un effetto volutamente selvaggio. La maxi collana metallica aggiunge un elemento regale.








