La moda a Berlino, ecco cosa sta accadendo
Nella capitale tedesca la moda consente ai veterani affermati e ai nuovi arrivati di operare su un livello cognitivo paritario, dove la sua ormai iconica etica underground è oggetto di reinvenzione e sviluppo.
Berlino come Milano? Forse. Di sicuro è che nello stesso terreno della scena dei club e dell’avanguardia, sorgono idee promettenti che flirtano con il massimalismo o il kitsch. In un’armonia paradossale, la cittĂ abbraccia il minimalismo, aprendo uno spazio per offerte di ricchezza nascosta caratterizzate da una costruzione pesante e da una risoluta sobrietĂ .
Durante la settimana della moda di Berlino, gli ospiti sono stati convocati per la sfilata AW24 di Olivia Ballard al Pressecafe di Alexanderplatz, un luogo situato all’interno della celebre struttura modernista socialista, l’Haus des Berliner Verlages. La collezione di Ballard, intitolata “Le Lit”, che si traduce in “Il letto”, ha reso un’odissea onirica legata al regno del sonno. I look hanno mostrato capi ispirati al piumino, in particolare esemplificati in un piumino stile Charles James che incoronava un set di pantaloni lounge bianco avorio e un top girocollo.


William Fan, silhouette comode
La calda sala dello Stadio Olimpico di Berlino si è stata trasformata in un paradiso nascosto per la sfilata autunnale di William Fan, con una serie di sedie Cesca di Marcel Breuer (o repliche convincenti) allineate per delineare la passerella. In una stagione in cui gli eccessi dominavano le collezioni berlinesi, il lavoro di Fan virava verso il fascino disinvolto di silhouette rilassate – un inno sartoriale al look “fuori servizio”, come afferma Fan nelle sue note di sfilata. Tessuti confortevoli hanno incontrato tagli a vita bassa ed una camicia raffinata per delineare la visione chiara di Fan per la collezione: tempo libero e movimento in sincronia.


La moda a Berlino non è mai stata così vibrante
Se analizzassimo gli elementi estetici della moda berlinese, li sottoporremmo sicuramente ad un processo di perfezionamento e poi li rimetteremmo insieme: otterremmo il duo Richert Beil. Questo è esattamente ciò che hanno fatto Jale Richert e Michele Beil per commemorare il decimo anniversario della loro etichetta, presentando una AW24 che ha rivisto, reinterpretato e mirato a rinnovare i codici della loro collezione di debutto mostrata nel 2015.
Lo spettacolo ha prosperato nell’inclusione di etĂ , corpo, razza e genere, una visione che si estendeva fino ai materiali utilizzati per realizzare la collezione. Il tessuto performante che incontra la pelle costrittiva, il lattice utilizzato per creare maniche a sbuffo romanticamente voluminose ed il denim sottoposto a un’esplorazione approfondita, ecco che con questi tre elementi i designer hanno ricreato sfumature morbide, attraverso giacche per eccellenza in lavaggi chiari, set di jeans dal taglio dritto e strutturato e le minigonne perfettamente tagliate.

Nella sua collezione AI24, la designer Lou de Bètoly ha interpretato sia l’alchimista che il mago, utilizzando la sua esperienza nell’upcycling per creare capi che, attraverso i loro componenti, provocano una rivalutazione della percezione. Bètoly ha confrontato la delicatezza dei filati teneri con la complessitĂ inerenti ai processi necessari per realizzare ogni pezzo. Ciò è stato particolarmente visibile nella combinazione di uncinetto e maglia, che si è manifestato per la prima volta sulla passerella in un cardigan corto con cristalli e perline intrecciati a mano in modo intricato, una tecnica caratteristica del marchio.









