Stefano Maniscalco – L’imperatore del karate
Stefano Maniscalco è uno dei nomi più illustri del karate italiano e internazionale. Nato a Palermo nel 1982, è diventato un’icona di questa disciplina grazie a una carriera costellata di successi: 2 titoli mondiali, 5 titoli europei, 17 titoli italiani e 3 medaglie d’oro ai Giochi del Mediterraneo. Atleta delle Fiamme Gialle e storico capitano della Nazionale italiana di karate, ha rappresentato l’Italia sui tatami di tutto il mondo, diventando simbolo di determinazione, disciplina e leadership.
Oggi, Stefano Maniscalco non è solo un campione sportivo, ma anche un punto di riferimento per le nuove generazioni. Con un forte impegno nella promozione del karate e nella formazione sportiva, continua a ispirare attraverso progetti, eventi e iniziative sociali.
Vive a Roma, ma l’ho incontrato a Milano per voi in occasione di un interessante evento per la difesa personale delle donne.


Sei nato a Palermo, che infanzia hai avuto e che adolescente sei stato?
Ho avuto un’infanzia bellissima e vengo da un’educazione molto rigida, di una famiglia di artisti marziali. Ero un’adolescente molto vivace sia per la mia fisicità che per il mio carattere, tendevo a dominare e a fare valere la mia leadership già all’epoca.
Dato che vieni da una famiglia di sportivi e hai imparato da tuo padre, credi fosse scritto nel tuo destino che saresti diventato un karateka di successo o avevi altri piani?
Ho imparato da mio papà e ho praticamente deciso su suo suggerimento, i piani per lui erano già quelli praticamente. Essendo anche Palermo una città un po’ particolare, lui mi ha messo subito in palestra ad allenarmi. Sono cresciuto con i film di JeanClaude Van Damme, poi da là ho iniziato il percorso del karate.
Sei un vero campione del karate essendo stato due volte campione del mondo, cinque volte campione d’Europa, 17 volte campione italiano oltre ad aver vinto tante altre medaglie e aver fatto parte della Nazionale….che emozione si prova a essere sul primo podio?
L’emozione è sempre la stessa, essere il numero uno, il più forte, il migliore. Tutto quello che desideravo sin da bambino era essere ricordato come il peso massimo più forte di tutti i tempi. Nel karate non si guadagna come nel calcio, ma si vive di emozione ed io ho avuto davvero tantissime emozioni grazie a questo sport meraviglioso.
Tra tutte le tue innumerevoli vittorie, quale è stata la tua soddisfazione più grande?
Sicuramente vincere il campionato del mondo a Tokyo, in Giappone, dove nasce il karate. Vincere in terra nipponica, il giardino dei samurai, è stato il momento più bello.

Cosa rende un bravo atleta un Campione con la C maiuscola?
La perseveranza e l’umiltà, in quanto col talento da solo non vai da nessuna parte!
Fai parte delle Fiamme Gialle, il corpo sportivo della Guardia di Finanza, cosa significa per te rappresentare il tricolore?
Non essendoci in questa disciplina club come in altri sport, il corpo più prestigioso era quello della Guardia di finanza e per entrare dovevi essere un campione: io ci sono riuscito.


Si è appena svolto l’evento JK Self Defence Donna Forte a Milano, come nasce l’idea di questo bellissimo progetto per le donne e in cosa consiste esattamente?
J sta per judo e k per karate ed è un corso di autodifesa personale.
Con Emanuele Bruno judoka, anche lui delle Fiamme gialle, giriamo l’Italia con questa iniziativa. Da atleti, abbiamo deciso di dare qualcosa a tutte le donne, addestrandole a sapersi difendere in maniera gratuita e molto pratica.
Hai scritto un libro che si intitola – L’ultimo imperatore del karate -, edito da Alcatraz, vuoi raccontarmi di più?
L’idea nasce durante il durante il Covid, dato che volevo mettere la mia storia in un libro. L’ho scritto con Alex Pietrogiacomi, anche lui un karateka. Il libro è andato bene e sono molto soddisfatto.
Fai parte anche del progetto dei Legend di Sport e Salute del team Illumina, un gruppo di atleti plurimedagliati che raccontano come lo sport possa influire positivamente sul benessere fisico, mentale e sociale delle persone. Cosa fai e cosa bolle in pentola?
Giriamo per l’Italia a promuovere i valori sociali ed educativi dello sport e i corretti stili di vita in varie situazioni, tra le quali anche la trasmissione Linea Verde Illumina su Rai 1, con tanti altri campioni.
Stefano Maniscalco tra Cinema e Tv
Hai avuto anche delle esperienze televisive e cinematografiche, cosa ti ha divertito maggiormente?
Le produzioni cinematografiche, perché ho sempre adorato fare cinema e ho partecipato a quattro film. La Tv la faccio e mi diverte, ma non è quello che voglio, diciamo che mi piace andarci a parlare di sport e non a fare altro.
Se non fossi riuscito a eccellere in questo sport, cosa avresti fatto? Avevi un “piano b”, come si suol dire?
Entrare in polizia, indossare sempre una divisa era il mio sogno. Alla fine l’ho fatto, facendo lo sportivo professionista.
Karate – Uno sport per tutte le età
Quali skill deve avere un bambino per approcciarsi al karate e perchè dovrebbe sceglierlo secondo te?
E’ uno sport sempreverde, che si può praticare dai 5 ai 100 anni. Oltre all’arte marziale, il karate ti permette di ottenere determinazione, centralità ed equilibrio psicofisico.
Quali sono le parole chiave per fare questo sport?
Perseveranza, dedizione e passione, perché ci vuole tempo per imparare.
“Bisogna essere stabili come una montagna, veloci come il vento, fluidi come l’acqua, cattivi come il fuoco, silenziosi come il bosco“, questi sono i 5 elementi.
Foto d’apertura di Raffaello Balzo.
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