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Virginia Stablum – Sorrido alla vita che sognavo

Virginia Stablum – Sorrido alla vita che sognavo

Alessandro Nava
cover Virginia Stablum StarsSystem

Quando ho incontrato Virginia Stablum per la prima volta, nell’ufficio della redazione qualche anno fa, sono rimasto letteralmente folgorato dal suo sorriso disarmante e dai suoi modi gentili e ho subito ripensato ad una frase letta poco prima: “Si può arrivare al cuore di ognuno, passando per il sorriso”.

Avevo sentito una grande affinitĂ  e mi ripromisi d’ approfondire quell’incontro di anime. Poi è arrivata la Pandemia, le restrizioni e l’impossibilitĂ  di dare subito seguito a quel desiderio che però, nĂ© in me nĂ© in lei, era passato. Volevo raccontarla, conoscerla meglio e per realizzare questo servizio ci siamo dati appuntamento all’Hilton Hotel sul lago di Como. Quando ha varcato la soglia della suite dove la stavamo aspettando abbiamo capito tutti che sarebbe stata una giornata speciale.

Puntualissima, collaborativa, colta, divertente e, ovviamente, bellissima, Virginia ha il raro dono di creare armonia intorno a sĂ© e sono certo sia questo il segreto del suo successo. 

Nella moda, dove lavora con prestigiose agenzie fin da giovanissima, al mondo dei social dove a seguirla sono in quasi mezzo milione di persone, chiunque abbia avuto a che fare con lei è concorde nel dire che la Stablum ha tutte le qualità per essere una Musa.

Lo ha dimostrato di recente, rappresentando l’Italia al prestigioso concorso “Miss Universe” dove era data per favorita, e lo fa ogni giorno attraverso i suoi canali social dove racconta la sua vita e le sue passioni con trasparenza e genuinità.

VIRGINIA STABLUM STARSSYSTEM
Vestito Balestra, ballerine Ovyè

L’infanzia di Virginia Stablum

Vorrei partire dal principio e sapere qualcosa della bambina che sei stata.

Ero una bambina sicuramente molto vivace in famiglia, e con le persone a me più strette, ma piuttosto riservata con gli altri. In effetti anche ora che sono cresciuta, all’inizio posso apparire introversa però con le persone che conosco e a cui tengo sono molto espansiva. E poi ho sempre sognato in grande, fin da piccola, è una cosa che mi hanno trasmesso i miei genitori, forse un pò più la mia mamma, lei mi ha trasmesso quella che è la mia passione per la moda, lo stile, il mondo del beauty. Non glielo dico mai ma è stata una grande ispirazione.

Bè sarà felice di leggerlo ora.

Sì, credo di sì, le rendo il giusto tributo (sorride). Il mio papà e Monica, alla quale è legato da tredici anni e a cui voglio molto bene e che è come una seconda mamma, mi hanno invece insegnato la determinazione che bisogna avere nel raggiungere i propri obiettivi. Sono una testa dura, ma ho sempre bisogno di confrontarmi con le persone che amo e sento più vicine. Ascolto i consigli, li cerco anche se non sempre li seguo (sorride). Ora poi sto imparando sempre più a dare retta al mio sesto senso, perché le uniche volte in cui non l’ho fatto ho sbagliato e me ne sono resa conto a posteriori, ovviamente.

In effetti dentro di noi esiste una sorta di voce che ci aiuta, laddove siamo in grado di ascoltarla, a trovare il proprio percorso e le proprie risposte.

Totalmente d’accordo.

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Vestito Romeo Gigli, décolleté Ovyè, gioielli Enea Milano

Virginia Stablum e la passione per la moda

La passione per la moda quindi, la ricerca della bellezza con la B maiuscola, questa tua capacitĂ  di creare armonia dentro e intorno a te, quando hai cominciato a capire che sarebbe potuto essere il tuo percorso da grande?

Credo alla fine delle medie, inizio del liceo, quando ho cominciato a vedere su YouTube le modelle e le blogger straniere, più che altro americane e inglesi, che raccontavano la loro vita e facevano tutorial su ciò che amavo. Sono state molto d’aiuto, poiché ho sempre avuto voglia di comunicare e condividere le mie passioni e la mia visione della vita ma dovevo anche fare i conti con una certa riservatezza. Ancora oggi se sono ad un tavolo di persone non sono quella che va a cercare l’attenzione, non sono quella che intrattiene tutti, sono timida per alcuni aspetti. Quando i social sono nati erano un modo per interagire e, per me, anche un modo per avere il mio spazio d’espressione e d’attenzione. All’inizio su Instagram c’erano solo le foto e allora condividevo i miei look, il make-up, i primi viaggi, sentivo che quello, al di là dell’essere una mia passione, un mio hobby, era ciò che mi serviva fare in quel momento, oltre chiaramente a studiare, per imparare ad essere una creatrice di contenuti di qualità e magari farne un mestiere.

E lo studio che ruolo ha avuto, ed ha, nella tua vita?

E’ ancora oggi fondamentale per me. Ho studiato al liceo internazionale e l’ho scelto perché studiare lingue (inglese e spagnolo) era un aspetto che ritenevo fondamentale per fare al meglio questa nuova professione e immaginare di potermi sentire a mio agio ovunque. In inglese avevo sempre il massimo dei voti, studiavo molto, i film per esempio li guardavo, e li guardo, in lingua originale, per me era il mezzo per arrivare dove volevo anche se non sapevo ancora bene quale poteva essere la meta, volevo capire esattamente ciò che dicevano nei video che vedevo e poi mi è sempre piaciuto viaggiare e volevo sentirmi libera nel farlo.

Virginia Stablum
Vestito Romeo Gigli, gioielli Enea Milano

I social erano all’inizio ed Instagram era certamente diverso da quello che è oggi, stavi cominciando a trovare la tua dimensione ed arriva l’occasione di fare la modella.

Sì giusto, come ti dicevo la moda è sempre stata una mia passione e quando ho cominciato a fare la modella ho potuto comprendere ancora meglio i meccanismi che ruotano intorno al sistema, è stato un altro tassello importante per dare forma al mio percorso. Mi ha permesso di viaggiare, di rendermi autonoma economicamente, di mettermi alla prova da sola, di conoscere tanti professionisti dai quali ho imparato e continuo ad imparare molto, però non mi è mai bastato, avevo bisogno di poter esprimere i miei gusti, la mia visione dello stile.

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Vestito Romeo Gigli, gioielli Enea Milano

Virginia Stablum e Miss Universe

Determinazione e preparazione quindi ti sono sempre appartenute, in effetti quando lo scorso anno hai rappresentato l’Italia al concorso di “Miss Universe” hai mostrato che le tue qualità vanno ben oltre l’indiscutibile bellezza. Sui social c’è stato un grande consenso da tutto il mondo, non solo in Italia, e abbiamo sperato tutti fino all’ultimo che la corona fosse tua.

Grazie Ale! Anche io l’ho sperato (sorride).

cover Virginia Stablum StarsSystem
Vestito Romeo Gigli, slingback a rete Ovyè, gioielli Enea Milano

Virginia Stablum

Vestito Romeo Gigli, gioielli Enea Milano

Cosa ti ha dato quell’esperienza e come ti sei preparata?

Tantissimo, senza dubbio. Soprattutto perchĂ© non l’ho vissuta come un concorso di bellezza fine a se stesso, quanto piuttosto un’occasione per mettermi alla prova su tanti fronti, non solo quello estetico. Quando vai a scuola, all’universitĂ  e devi preparare un esame, devi avere un certo tipo di routine, di rigore nel raggiungere quell’obiettivo e rimanere centrato. Quel periodo l’ho vissuto come per preparare un esame, per il quale dovevo lavorare sodo su diversi aspetti. Nei mesi di preparazione prima della finale ero molto concentrata, d’altronde ho bisogno di avere obiettivi nella mia vita e volevo che quella esperienza di confronto internazionale, lontana da casa, fosse vissuta al meglio. A prescindere dal fatto che si vinca o no, il fatto di sognare qualcosa, di mettercela tutta per raggiungere un obiettivo…io quando sogno o voglio una cosa, la sento nello stomaco, è proprio una sensazione fisica, difficile da spiegare… 

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Vestito Romeo Gigli, tronchetto multicolore Ovyè, gioielli Enea Milano

Credo di comprenderla bene e direi che è propria dei Sognatori…

E’ vero! Questo tipo di sensazioni sono una vera botta di adrenalina, mi spronano a voler sognare sempre più in grande, mi danno la carica per sviluppare i tanti progetti che ho voglia di realizzare, mi fanno sentire viva.

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Vestito Romeo Gigli, gioielli Enea Milano

Ad ognuna di voi è stato chiesto quali fossero i temi per i quali sentivate un maggiore bisogno di porre attenzione e mi ha colpito la tua scelta, il “gender gap.”

Sì esatto, è un argomento delicato e certamente importante del quale non si parla mai abbastanza. Io sono sempre stata molto indipendente, non ho mai amato dipendere neanche dai miei genitori e mai potrei pensare di dipendere da un uomo. Quindi sostengo che ogni individuo, in questo caso donna o uomo non cambia, debba potersi prendere cura di sé a partire dal lavoro, che poi è ciò che ci permette di vivere ed essere liberi ed indipendenti. Sogno un mondo dove non ci siano differenze retributive o di trattamento e si lotti, se necessario, per la propria indipendenza cercando il meglio per se stessi.

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Jumpsuit Marciano, sandali Ovyè, gioielli Enea Milano

Oggi sei seguita da quasi mezzo milione di persone e questo porta delle responsabilità ma anche dei benefici, te lo saresti aspettato di essere un’ispirazione per tante ragazze?

Non proprio, perché non puoi mai sapere, soprattutto all’inizio, in che modo ciò che comunichi, e come lo comunichi, potrà essere percepito. Quello che ho sempre cercato di fare io è essere trasparente e coerente con la mia natura e le mie passioni. Chiaramente, sui social soprattutto, mostriamo la parte migliore di noi, ma la cosa importante è che quella parte esista davvero. Ci vuole trasparenza con ciò che si è realmente, diversamente la gente se ne accorge. Poi ognuno decide fino a che punto esporsi, e su cosa, però ritengo che ci voglia anche una maggiore riservatezza.

Dovrebbe essercene di più in effetti, non pensi che a volte ci sia un’esposizione delle persone (popolari e no) che sfocia nel grottesco?

(Sorride) In alcuni casi senza dubbio. Siamo una società malata di narcisismo e attenzioni. Credo chiaramente che ognuno debba essere libero di fare e comunicare come vuole, nel rispetto degli altri s’intende, ma io quel tipo di “comunicazione” non la comprendo, non fa per me.

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Tailleur Romeo Gigli, dècollettè bicolore Ovyè, gioielli Enea Milano

Il tuo equilibrio e la tua serenità si esprimono pienamente in questo tuo bellissimo sorriso, l’hai mai considerato un dono?

(Ci pensa un pò) Ora che me lo fai notare in realtĂ  mi viene in mente un periodo, davvero breve però, quando ero piĂą piccola e avevo cominciato le scuole medie, in cui è stato motivo d’insicurezza. Sono stata presa in giro per il mio colore della pelle e perchĂ© sorridevo sempre. Durò poco, ma in quel periodo avevo quasi smesso di sorridere. L’ho superato alla svelta ti dicevo, perchĂ© ho sempre amato il colore della mia pelle e sono sempre stata una persona tranquilla ma con un carattere deciso e determinato; mi sono detta: “ma di che parliamo”? E da quel momento non è mai piĂą successo che permettessi a qualcuno di spegnere il mio sorriso. 

Nessuno di noi è esente dal giudizio, spesso gratuito e inopportuno degli altri, oggi poi sembra esserci un vero e proprio “via libera” sui social, ognuno si sente libero di dire il proprio pensiero, richiesto e no, su chiunque e qualunque cosa e spesso con violenza e leggerezza, provocando nelle persone sofferenza e mortificazione. Cosa diresti a chi vive un momento di insicurezza a causa degli altri?

Direi di concentrarsi e focalizzarsi il più possibile su se stessi, conoscersi e imparare ad apprezzarsi. Una cosa che facevo prima della finale di “Miss Universe” era esprimere alla mattina delle “positive affirmations” su di me, frasi che ripetevo guardandomi allo specchio dritto negli occhi, come un mantra e questo mi ha aiutato moltissimo. Dirlo ad alta voce, e non solo pensarlo, è un esercizio molto efficace. “Fake it till you make it”, lo devi dire finché non ci credi, e funziona.

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Vestito drappeggiato Balestra, gioielli Enea Milano

Sei certamente una privilegiata, sei bellissima, sei cresciuta amata, appassionata, eppure nessuno di noi è esente dal dolore, dalla paura. Che cosa ti spaventa?

Sto facendo fatica in questo momento a pensare a qualcosa. Mi spaventa ciò che non posso controllare, per il resto non ho grandi paure. Mi rassicuro con la consapevolezza che c’è il potere in ciascuno di noi per affrontare al meglio le proprie paure, per superare i propri limiti, le difficoltà, i dolori che non risparmiano nessuno e quindi migliorarsi sempre.

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Vestito drappeggiato Balestra, sandali a specchio Ovyè, gioielli Enea Milano

Virginia Stablum e l’amore per Luca Vezil

C’è un amore intenso in questo momento della tua vita, Luca Vezil. Che cosa ti è piaciuto subito di lui?

La sua dolcezza. E’ una persona molto determinata ma anche molto dolce. Nelle mie relazioni precedenti sono sempre stata io quella attenta e per la prima volta avere una persona così affine mi ha fatto subito stare bene e mi ha regalato serenità. E’ un uomo solare, con un bellissimo sorriso, abbiamo tante passioni in comune, c’è molta intesa. E’ bello tutto (ride). Ci eravamo conosciuti diversi anni fa, una semplice presentazione finita lì. Poi ci siamo visti in casa ed era come fosse la prima volta, io mi ero lasciata da poco e lui da qualche mese, entrambi cercavamo riservatezza ma volevamo anche conoscerci meglio. Eravamo molto timidi, lui più di me e questo non me l’aspettavo.

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Vestito drappegiato Balestra, gioielli Enea Milano

Quindi l’affinità è felicità? E’ importante guardare il mondo con gli stessi occhi?

Sì credo di sì (sorride). Ciò che mi lega a Luca è che amiamo davvero le stesse cose, come dicevi siamo dei privilegiati, facciamo entrambi un lavoro che ci permette di vedere posti bellissimi, di avere a che fare con il bello in generale ma entrambi siamo molto affascinati dalle piccole cose, per esempio le nostre serate preferite sono quelle passate a casa o magari andare a mangiare in un ristorantino a ChinaTown. Sono cresciuta in una famiglia che ha saputo insegnarmi il valore delle cose semplici e nelle piccole cose, nelle piccole attenzioni, trovo serenità ed equilibrio.

Sei una cittadina del mondo, vuoi per il mestiere di modella, vuoi per le collaborazioni internazionali e la creazione di contenuti, hai visitato tantissimi posti. Che cosa rappresenta per te viaggiare?

La prima parola che mi viene in mente è “libertà”, senza dubbio. Dentro di me però ci sono due lati in apparente contraddizione. Quello piĂą libero, che ha sempre bisogno di viaggiare, non solo per lavoro, e quello piĂą radicato che mi porta a sentire il bisogno di alcuni punti fermi come la famiglia e adesso il mio fidanzato, per centrarmi. Ma entrambi questi lati formano la mia persona. 

Al netto dell’essere una passione però è anche una necessità strettamente correlata al lavoro. Sei spesso in America e hai anche ottenuto la Visa, quale luogo sceglieresti per vivere, se dovessi, tra quelli che hai visto, e perché?

Ti dovrei dire l’aereo (ride). Ho visitato moltissimi posti è vero ma ce ne sono ancora tanti altri che desidero scoprire. Certo viverci è diverso. Amo New York che ha sempre un’energia da film, Miami dove risiede la mia agenzia madre, ma più viaggio e più mi rendo conto di quanto si viva bene nella nostra meravigliosa Italia.

Concordo! Sei nata a Trento ma hai eletto Milano come tua base.

Sì esatto, la trovo una cittĂ  piena di stimoli. 

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Vestito in paillettes degradè Balestra, sandali Ovyè, gioielli Enea Milano

Che progetti ci sono dal punto di vista professionale?

Io amo molto quello che faccio, l’ho profondamente desiderato, ma la professione di “influencer” e di content creator per come la intendiamo adesso esiste da pochi anni ed è in costante evoluzione. Quello che è importante sottolineare però è che si parla di comunicazione e quella esiste da sempre e sempre esisterĂ , ed è necessario studiare se si vuole durare nel tempo. Quello che faccio adesso e le competenze che sto sviluppando sul campo sono certa di poterle utilizzare in diversi altri ambiti qualora il mercato lo richiedesse. Sono dell’idea che con un pò di testa si abbia sempre il potere di reinventarsi, per stare al passo coi tempi che cambiano. Ora come ora voglio continuare a fare quello che sto facendo e voglio farlo sempre meglio. 

E sul fronte affettivo?

Da quel punto di vista… bè speriamo che continui così, ho trovato la mia serenità e sono molto grata di questo, ci stiamo impegnando tanto, vedremo il futuro cosa ci riserverà (sorride).

Quali differenze esistono tra fare un servizio come modella e uno come content creator?

Ti dico subito che preferisco fare content creation, perché mi permette di mettermi in gioco soprattutto con la mia visione delle cose, c’è un maggiore coinvolgimento personale e io amo raccontarmi. Quando fai la modella il più delle volte sei chiamata ad interpretare la storia di qualcun’altro, la visione di un brand, di un fotografo e non sempre coincide con la tua natura. Quando lavoro ad un servizio come content creator o ad un servizio come questo fatto assieme, in cui mi hai dato la possibilità di raccontarmi e di vedermi rappresentata come sono, sento di essere una parte attiva del processo di creazione ed è molto gratificante.

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Vestito in paillettes degradè Balestra, gioielli Enea Milano

Dicevamo che i social network, nati come strumento di condivisione “leggero”, sono poi diventati un luogo dove esprimersi anche professionalmente, permettendo la nascita di nuove figure. Come ci si distingue oggi dalla massa?

Quello che posso dirti è che qualche anno fa, quando le aziende e i brand hanno cominciato a muoversi sui social erano molto legati ai numeri, veri o presunti poco importava. Da qualche tempo invece, e sono molto felice di questo, le aziende tendono a scegliere un personaggio piuttosto che un altro in base alla sua coerenza, alla sua immagine, a ciò che trasmette. Ho sempre cercato, assieme al mio team, di selezionare i brand a cui associarmi, di fare un lavoro di pulizia e scegliere iniziative e progetti che fossero davvero coerenti con la mia persona e i valori che sento. Per farne davvero una professione full time, che dia soddisfazione e cresca nel tempo devi necessariamente fare una selezione tra le proposte che si ricevono, saper vedere lontano.

Da che tipo di persone è formata la tua community? Cosa ti chiedono, cosa apprezzano, cosa criticano?

Avendo sempre mantenuto questo tipo di comunicazione, non avendo mai cercato di essere qualcosa di diverso da quella che sono, ho potuto costruire un rapporto davvero speciale con loro. Ho la fortuna d’avere pochissimi “haters” e ricevo pochissimi feed back negativi. Sono ragazze come me, cresciute con me, e tra l’altro ci sono molte donne, anche piĂą grandi che mi chiedono consigli sui look, sulla skin care, sul make-up  anche per le proprie figlie. La mia community è costituita all’80% da donne e di questo sono molto orgogliosa.

D’altronde non hai mai usato la tua bellezza con morbosità, non c’è mai stata un’esibizione gratuita del tuo corpo e della tua avvenenza per attirare attenzione e questo credo ti abbia premiata.

Non l’ho mai fatto in effetti e mai lo farò. Anzitutto per il senso del pudore che ho. Sia dal punto di vista personale che dal quello professionale l’esposizione del proprio corpo in nome di qualche like non è mai una scelta vincente secondo me, soprattutto se vuoi costruirti una carriera credibile.

Come si svolge il lavoro quando un’azienda ti contatta? Cosa chiedi loro e cosa ti chiedono?

Le richieste sono differenti ma per lo piĂą si tratta di brand awareness, aiuto le aziende che in quel momento vogliono associarsi ad un’immagine come la mia, farsi conoscere da un seguito come il mio e, proprio per rispetto della mia community, presto sempre grande attenzione alle richieste che ricevo. Non potrei mai proporre qualcosa che non ho testato o vissuto in prima persona e che non apprezzi veramente. Mi raccontano chi sono, i loro valori e se coincidono coi miei, accetto. Assieme al mio team prepariamo i contenuti che serviranno a raccontare e far conoscere quel dato prodotto o storia o esperienza, si mette in gioco la credibilitĂ . Io preferisco rapporti a lungo termine perchĂ© se mi piace un prodotto lo uso veramente e tutte le cose necessitano di tempo per essere raccontate bene ed essere apprezzate da chi ci segue e ha stima di noi. La nostra responsabilitĂ  è anche quella di fare scelte coerenti e saper dire dei no. 

C’è mai stato un no di cui ti sei pentita?

Ad oggi no, poiché i no detti mi stanno portando dove voglio essere.

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Vestito in paillettes degradè Balestra, gioielli Enea Milano

Ad una ragazza giovane che abbia sogni come i tuoi e desideri fare questo lavoro, cosa consiglieresti di fare?

Di essere coerente e non cedere alla tentazione di fare qualsiasi cosa per “i numeri”, di preparasi al meglio nel settore che intende raccontare e di essere il più trasparente possibile perché con le persone che ti seguono s’instaura una relazione, anche se virtuale, e se non dici la verità, se provi ad essere qualcun’ altro e dire cose che non pensi, o non conosci, se ne accorgono e non ti seguono più. E’ tutto tempo sprecato. La cosa più giusta e semplice è essere se stessi.

Però quando si è molto giovani a volte è difficile sapere chi si è e, soprattutto, chi non si è. Quale processo è necessario affrontare per trovare se stessi? 

Sono stata fortunata sotto questo aspetto, come tutti quelli che avevano le idee chiare fin da piccoli, avevano un sogno o una passione forte. Io avevo ben chiaro che volevo fare comunicazione. Mio fratello ha diciotto anni e anche lui sta decidendo cosa fare. Quello che gli ho consigliato è di fare quante più esperienze possibili, immergersi nel presente e sperimentare ciò che lo appassiona senza timore ma con razionalità e una giusta attitudine, così quando gli brilleranno gli occhi saprà che sta facendo la cosa più giusta per lui.

Qual è il motto della tua vita, Virginia?

Vai dritta e non ti fermare.

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Ph : Christopher Iapino

Stylist & Art Director : Vito Rodriguez

Mua & Hair : Benedetta Galli

Filmmaker : Gerti Ibra

Location : Hilton Lake Como

Special thanks :

Parini Associati

Pil Communication

Teresa La Fosca PR

Brands :

Balestra

Enea Gioielli

Ovyè

Marciano

Romeo Gigli

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