Corpo e mente – La cura del proprio corpo per mantenere un equilibrio mentale propositivo e costruttivo

Donato Lecce
Donato Lecce - Corpo e mente

Tutti i sensi sono accesi. Il verde è più verde e il blu è più blu. Il mio respiro ha un rumore e il mio corpo non pesa così tanto, adesso. Mi muovo lentamente e ogni mio gesto, anche il più lieve, mi provoca un piacere sottile che non riesco a capire se nasca dalla mente o dal corpo. 

Non ci penso e sperimento quanto poco sia reale la tradizionale dicotomia cartesiana tra mente e corpo. Comprendo invece che l’essere umano è un’unità indissolubile di corpo e mente.

Com’è cambiata la mia percezione delle cose nel mondo nel quale adesso mi trovo. Una sensazione di pace, di rilassamento e di concentrazione hanno preso il sopravvento su quell’impercettibile stato di ansia e di agitazione che fino a qualche istante fa mi facevano compagnia. È sorprendente osservare come basti così poco per trasformare il proprio stato d’animo e il piccolo brivido che mi corre lungo la schiena, nasce dall’improvvisa consapevolezza di non avere più tensioni e necessità. Questo stato di grazia, accresciuto anche dalla mancanza di rumori, acuisce il mio senso di libertà.

Mi sono chiesto più volte da dove scaturisce questa impagabile sensazione di benessere generalizzato che provo ogni qualvolta scendo nelle acque del mare.

Molto probabilmente con la progressiva discesa sott’acqua, inizia la fase di adattamento del corpo e della mente alla vita sottomarina e, con l’aumentare della pressione, anche il colore delle profondità altera la visione dei colori modificandoli.

Adesso ascolto pienamente i segnali del mio corpo e sono cosciente di ogni dettaglio che lo riguarda. I continui “controlli” sulla respirazione, il “ronzio del silenzio” e l’assenza di gravità mi consentono un maggiore senso di posizione del mio fisico nello spazio, con una percezione tridimensionale rispetto a quella bidimensionale terrestre.

Se è vero, come afferma la psicanalisi, che la nostra mente, per elaborare tutte le informazioni che riceve dal mondo esterno attinge a un bagaglio di reminiscenze antichissime sedimentate nella nostra memoria,  mi rendo conto che quello che sto vivendo è il ricordo dell’immersione primordiale di quando ero avvolto nel liquido amniotico durante la vita intrauterina.

Ecco spiegato quello “stato di grazia” e quel senso di calore e sicurezza che rendono le mie immersioni delle esperienze indimenticabili che vanno ben oltre il rapporto fortissimo che mi lega da sempre al mare.

È un viaggio nel profondo della psiche e nel passato di ricordi primari quello che compio nuotando in quel bellissimo liquido amniotico che è il mare.

Ed è praticando l’attività subacquea che diventa evidente quale sia il profondo legame che esiste tra mente e corpo. È sott’acqua che riesco immediatamente a capire che il corpo non è solo una “cosa” che “ho”, ma è parte integrante di quello che sono, insieme all'”anima” e alla “mente”.

Corpo e mente uniti dal respiro

Il trait d’union che unisce queste due inseparabili realtà che diventano una, è il respiro.

Perché se il corpo ci mette in contatto con il mondo circostante e ci permette di muoverci nello spazio e di interagire con gli oggetti e gli altri esseri, è attraverso il respiro che questo legame diventa davvero bidirezionale. 

E la respirazione, non essendo dotati di branchie come i pesci, sappiamo tutti quanto sia importante per le attività subacquee: nell’apnea statica e in quella dinamica, nelle Immersioni subacquee con autorespiratore, nell’apnea profonda e nella pesca subacquea.

Per questo, anche quando sono lontano dal mare, dedico una parte del mio tempo ad allenamenti specifici di respirazione i quali, oltre ad aiutare a migliorare la mia capacità polmonare, facilitano la gestione dello stress e la consapevolezza corporea, rendendo così anche le esperienze subacquee più gratificanti e sicure.

Sono esercizi antichi quelli che pratico e originano nel grande mondo dello yoga che si concentra sul controllo e l’espansione del respiro al fine di regolare l’energia vitale, chiamata “prana”, in sanscrito. Il respiro è, infatti, il processo più vitale del corpo e influenza ogni cellula ed è intimamente legato alle attività del cervello.

La pratica del pranayama coinvolge una serie di tecniche respiratorie che possono variare in intensità e complessità. Queste tecniche possono includere respirazioni profonde e lente, respirazioni ritmiche, tecniche di respirazione alternata tra le narici, respiri veloci e brevi e molte altre.

È a questa a questa disciplina millenaria che mi affido per purificare il corpo e la mente, per migliorare la salute, calmare la mente, aumentare la consapevolezza e l’attenzione.

I risultati ci sono non solo quando vado sott’acqua, ma li verifico ogni giorno quando vado ad allenarmi in palestra e quando, in azienda e nella mia vita privata, affronto gli inevitabili momenti di stress quotidiano.

Corpo e mente si ritrovano nel respiro che non è materia, carne e muscoli. È energia pura e tutto ciò che non è sottomesso alle leggi della materia si libera dai processi di caducità e degrado.

Sono seduto sul bordo della barca che mi sta riportando a riva. Il sole sta tramontando e il mio sguardo segue l’incresparsi di onde lontane, là dove la luce ancora resiste al rapido sopraggiungere della notte.

Coltivo un sogno sin da quando ero bambino: vedere, non lontano da me, una balena nel momento in cui emerge per respirare. Forse è lei che cerco adesso nel mare intorno a me.

Questo mammifero gigantesco sale da profondità abissali per prendere aria. E il suo sonno è “leggero” (solo una metà del suo cervello riposa) perché, se si addormentasse completamente, poterebbe affondare e morire per mancanza d’aria.

Ogni volta che sono in mare, cerco questo incontro. 

Con l’animale più grande del mondo e che più di tutti sa padroneggiare il respiro. Quando mi dedico al pranayama penso alla mia balena per attingere forza, pazienza e naturalezza mentre mi esercito.


Respirare insieme a lei per qualche attimo, in silenzio. Corpi e menti che si uniscono e partecipano della stessa energia vitale. Un sogno che diventa realtà quando mi concentro sul respiro.

Donato Lecce – Corpo e mente

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