Now Reading
Tra il jazz di Vittoria e i profumi del Cerasuolo: viaggio nel cuore della Sicilia del vino

Tra il jazz di Vittoria e i profumi del Cerasuolo: viaggio nel cuore della Sicilia del vino

Barbara Cialdi

In qualità di giornalista di StarSSystem Magazine, in collaborazione con AB Communication, ho preso parte a un press tour organizzato dall’Enoteca Regionale della Sicilia Sud Est in occasione del Vittoria Jazz Festival. Un’esperienza pensata per raccontare dall’interno uno dei territori vitivinicoli più rappresentativi dell’isola, dove vino, cultura e tradizione si intrecciano in un racconto autentico.

Non sempre un press tour inizia con una degustazione. A volte comincia da un aeroporto, da un volo condiviso con altri professionisti della comunicazione e dalla curiosità di conoscere un territorio attraverso le persone che lo vivono ogni giorno.

Partenza da Firenze con destinazione Catania insieme a due influencer, anch’esse invitate a documentare il percorso con il proprio linguaggio comunicativo. Da qui il trasferimento verso Vittoria, patria del Cerasuolo di Vittoria DOCG, unica Denominazione di Origine Controllata e Garantita della Sicilia.

L’accoglienza è affidata all’Enoteca Regionale della Sicilia Sud Est, che inaugura ufficialmente il programma del press tour. Giornalisti, creator, produttori e operatori del settore si ritrovano in un primo momento di confronto, pensato per valorizzare il patrimonio vitivinicolo di questo angolo della Sicilia.

La serata prosegue con una cena conviviale tra i partecipanti e con il primo contatto diretto con le aziende protagoniste del tour. A fare da cornice è il Vittoria Jazz Festival, che anima il centro storico trasformando la città in un palcoscenico a cielo aperto, dove musica e cultura del vino dialogano con naturalezza.

Horus, arte e vino

Il giorno seguente il viaggio entra nel vivo con la visita alla cantina Horus. Prima ancora dei vini, colpisce la struttura dell’azienda: un edificio rivestito in sughero, materiale scelto per le sue proprietà isolanti e per la sua sostenibilità ambientale. Una scelta che riflette la filosofia della cantina, orientata all’innovazione senza perdere il legame con il territorio. Gli ambienti interni confermano questa identità. Accanto alle grandi vasche in acciaio dedicate alla vinificazione trovano spazio la barricaia, la sala degustazione e ambienti curati nei dettagli, dove anche l’arte diventa parte integrante del percorso di visita. Il grande murale ispirato alla Sicilia, le botti ordinate e gli spazi essenziali raccontano una realtà giovane, dinamica e attenta alla propria immagine.

È qui che prende avvio la degustazione delle prime etichette firmate Horus, un percorso che consente di conoscere da vicino una produzione orientata alla valorizzazione dei vitigni autoctoni siciliani, con vini che esprimono equilibrio, identità territoriale e precisione stilistica.

Durante la degustazione, il Brand Ambassador Marco Fabio Maria Marcialis ha raccontato anche la storia di una delle etichette più rappresentative della cantina, Pittore Contadino. Il nome rende omaggio all’artista siciliano Francesco Giombarresi, così soprannominato perché, pur dedicandosi al lavoro nei campi, seppe raccontare attraverso le sue miniature la Sicilia più autentica: i suoi paesaggi, i colori, i volti e la quotidianità della civiltà rurale. Un tributo che va oltre il semplice nome di un vino e diventa il simbolo di una memoria collettiva, in cui arte e tradizione contadina si fondono per custodire l’identità culturale del territorio ragusano.

Terre di Giurfo, paesaggio mozzafiato

Dalla modernità di Horus il press tour prosegue verso una realtà completamente diversa, ma altrettanto rappresentativa della viticoltura del territorio: Terre di Giurfo, azienda immersa tra i dolci rilievi dell’entroterra ragusano, dove il paesaggio diventa parte integrante dell’esperienza enologica.

La sala degustazione, interamente vetrata e affacciata sui vigneti, offre uno sguardo che si perde tra filari, colline e uliveti. Un panorama che racconta immediatamente il legame profondo tra vino e territorio, ricordando come ogni bottiglia nasca prima di tutto dalla terra in cui affondano le radici delle viti.

Qui la degustazione assume un taglio diverso: non soltanto assaggio, ma vero e proprio percorso didattico attraverso le principali espressioni della produzione aziendale.

Si inizia con Suliccenti Grillo DOC Sicilia, vino ottenuto da uve Grillo in purezza, che esprime con immediatezza il carattere mediterraneo del vitigno. Al calice si presenta luminoso e di buona freschezza, con una piacevole impronta sapida che richiama la vicinanza del mare e accompagna con equilibrio le note fruttate e floreali.

Il percorso prosegue con Belsito Frappato DOC Vittoria, interpretazione elegante di uno dei vitigni simbolo del territorio. Il Frappato conquista per la sua immediatezza aromatica, i profumi delicati di piccoli frutti rossi e la straordinaria finezza tannica, caratteristiche che lo rendono uno dei rossi più versatili della Sicilia.

La degustazione continua con il Nero d’Avola Kudyah, espressione più strutturata della produzione aziendale, fino ad arrivare al Maskaria Cerasuolo di Vittoria DOCG, sintesi perfetta dell’incontro tra Nero d’Avola e Frappato, vitigni che insieme danno vita all’unica DOCG siciliana. Un vino capace di coniugare struttura, eleganza e freschezza, rappresentando al meglio l’identità vitivinicola del territorio vittoriese.

Il percorso si conclude con Uniku, passito di Frappato, scelta originale che dimostra la versatilità di un vitigno generalmente associato ai vini rossi secchi. Una chiusura che sorprende e lascia il segno, accompagnata da un piccolo percorso gastronomico con prodotti tipici locali, studiato per valorizzare gli abbinamenti e mettere in evidenza come il vino, in Sicilia, sia parte integrante della cultura gastronomica.

Più che una semplice degustazione, quella di Terre di Giurfo si rivela un viaggio nella biodiversità della Sicilia sud-orientale, dove ogni etichetta racconta un diverso volto del territorio e conferma quanto la qualità nasca dall’equilibrio tra tradizione, ricerca e rispetto della materia prima.

La seconda giornata del press tour prosegue presso la sede dell’Enoteca Regionale Sicilia Sud Est, dove i partecipanti prendono parte a una masterclass interamente dedicata al Grillo, uno dei vitigni a bacca bianca che negli ultimi anni ha conquistato un ruolo sempre più centrale nell’enologia siciliana.

L’incontro offre l’occasione di confrontare diverse interpretazioni dello stesso vitigno attraverso una degustazione guidata che coinvolge aziende provenienti da differenti aree della Sicilia sud-orientale. Nel calice emergono sfumature differenti: alcune etichette privilegiano la componente floreale e agrumata, altre esprimono maggiore struttura, sapidità e complessità, dimostrando come il Grillo sappia adattarsi ai diversi terroir mantenendo una forte identità varietale.

La masterclass rappresenta anche un momento di formazione tecnica, utile per comprendere quanto clima, composizione dei suoli, altitudine e scelte di vinificazione possano influenzare il carattere finale di uno stesso vitigno.

COS: dove l’anfora riscrive il linguaggio del vino

Dal confronto teorico si passa nuovamente al racconto sul campo con la visita a una delle aziende più iconiche del panorama enologico siciliano: COS.

Fondata nei primi anni Ottanta dagli amici Giusto Occhipinti e Cirino Strano, entrambi architetti, la cantina nasce da una visione fuori dagli schemi. La loro formazione progettuale li porta infatti a ripensare anche il modo di produrre vino, privilegiando materiali naturali e metodi che rispettino il più possibile l’espressione originaria delle uve. La scelta più rivoluzionaria di COS riguarda il ritorno alle anfore di terracotta, utilizzate per la fermentazione e l’affinamento di numerose etichette. Un’intuizione che, quando fu introdotta, apparve decisamente controcorrente, ma che negli anni ha contribuito a riportare al centro dell’enologia una tecnica antichissima, oggi apprezzata in tutto il mondo per la sua capacità di preservare autenticità, equilibrio e identità territoriale.

See Also
Cà Rovere & Castel Bricon

Nel corso della visita è stato chiarito anche uno degli equivoci più diffusi sull’affinamento in anfora. «Non è la terracotta a trasmettere un sapore al vino: è la sua naturale traspirazione a permettere un’evoluzione lenta e armoniosa», è stato spiegato durante la degustazione. La porosità del materiale favorisce infatti una delicata micro-ossigenazione, accompagnando il vino nella sua maturazione senza sovrastarne le caratteristiche varietali.

Per rendere il concetto ancora più immediato, è stato richiamato il tradizionale pumu siciliano, il recipiente in terracotta che un tempo veniva utilizzato per conservare l’acqua fresca. Proprio come il pumu manteneva naturalmente la temperatura grazie alla lieve traspirazione delle sue pareti, anche l’anfora crea un ambiente ideale per l’affinamento, consentendo al vino di evolvere con equilibrio e precisione espressiva, senza cedere aromi estranei.

L’azienda è immersa in un paesaggio di straordinaria bellezza. I vigneti si alternano a ulivi secolari, giardini mediterranei e pergolati ricoperti da spettacolari bouganville in fiore, creando un’atmosfera sospesa tra natura, architettura e cultura del vino. Ogni dettaglio riflette la filosofia di COS: lasciare che sia il territorio a parlare, intervenendo il meno possibile durante il processo produttivo.

Più che una visita in cantina, quella a COS si trasforma in un’esperienza culturale, dove innovazione e tradizione smettono di essere concetti opposti e diventano parte della stessa visione: produrre vini autentici, capaci di raccontare la Sicilia attraverso il rispetto della materia prima e del tempo.

Donnafugata: quando il vino dialoga con il design e l’alta moda

L’ultima tappa del press tour conduce a Donnafugata, azienda simbolo dell’enologia siciliana, conosciuta a livello internazionale per la capacità di unire ricerca, identità territoriale e una forte impronta artistica.

Qui il vino viene raccontato attraverso un linguaggio che coinvolge tutti i sensi. Le etichette, ormai iconiche, sono parte integrante dell’identità del marchio e trasformano ogni bottiglia in un oggetto da collezione, dove il racconto visivo anticipa quello contenuto nel calice.

La visita prosegue con una degustazione guidata che accompagna gli ospiti attraverso alcune delle etichette più rappresentative della cantina. Dal bianco Isolano Etna Bianco DOC, espressione della viticoltura alle pendici dell’Etna, ai grandi rossi che hanno contribuito alla notorietà internazionale dell’azienda, fino ai vini da meditazione, ogni assaggio è studiato in abbinamento a preparazioni gastronomiche pensate per valorizzarne aromi, struttura ed equilibrio.

Particolare interesse suscita la collaborazione tra Donnafugata e Dolce & Gabbana, nata dall’incontro tra due eccellenze italiane accomunate dall’amore per la Sicilia. Da questa sinergia prendono vita etichette esclusive come TancrediRosa e Isolano, impreziosite da packaging ispirati ai colori, alle geometrie e alle decorazioni della tradizione siciliana. Un progetto che ha saputo trasformare il vino in ambasciatore non solo del territorio, ma anche dello stile e della creatività del Made in Italy.

Con Donnafugata si conclude un itinerario che, nell’arco di tre intense giornate, ha permesso di conoscere il Cerasuolo di Vittoria DOCG e le altre eccellenze vitivinicole della Sicilia sud-orientale attraverso prospettive differenti: dalla tradizione familiare all’innovazione, dalle vinificazioni in anfora alla ricerca stilistica, fino alle strategie di comunicazione internazionale.

Un viaggio che conferma come oggi il vino non rappresenti soltanto un prodotto agricolo di eccellenza, ma un racconto complesso fatto di territorio, cultura, architettura, paesaggio, sostenibilità e persone. Ed è proprio questa capacità di raccontare la Sicilia in tutte le sue sfumature che rende il calice il miglior interprete della sua identità.

View Comments (0)

Leave a Reply

Your email address will not be published.

Tutti i contenuti sono Copyright 2012-2026 StarsSystem Magazine.
StarsSystem Magazine è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano al n°277 il 11/11/2016.
Editata da Edizioni Peacock srl - Milano - P. IVA 09577320964

Scroll To Top