La techno-funk tribe di Balmain

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Progetto senza titolo 26

La collezione di Balmain AI 24/25 ha sfilato il 20 gennaio a Parigi alle ore 20.30 al Grand Halle de la Villette.

Scenografia minimal, tonalitĂ  sabbia, accompagnata da look (si sa) dove il minimalismo non è mai minimamente contemplato. Soundtrack molto accattivante, con una profonda riflessione sulla tribalitĂ  africana nella parte centrale, probabilmente a dividere i look giorno da quelli da sera. Anche se, da Balmain, il buongiorno si vede dal mattino! I primi look? Un crescendo di camicie trompe l’oeil a pois bianco e nere, belt in pelle con touch oro, scarpe con tacco basso dorato, tocchi di rosso e tante stampe con bocche sensuali in technicolor su giacche sartoriali di squisita manifattura, o su lunghi cappotti demi-couture in tessuto glitter. Per la parte centrale della sfilata Olivier Rousteing si è ispirato all’underground funk e techno africano, talvolta attingendo da caschi futuristici che omaggiano i Daft Punk, talvolta con sapienti drappeggi e scultorei bustier dorati e gioielli che omaggiano le tribĂą del centro Africa.

Per la parte finale del defilĂ© tonalitĂ  dark rock su look con applicazioni di mini borchie su completi impeccabili. Gran finale con la Venere nera Naomi Campbell, che indossa un cappotto sabbia appoggiato sulle spalle e felina con la sua iconica falcata attraversa la passerella con un corsetto dorato anch’esso trompe l’oeil con due braccia incrociate che tengono un mazzo di fiori. Olivier Rousteing sa sempre come sorprendere, e anche questa volta non ha deluso!

Balmain
Naomi Campbell in passerella per Balmain

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Storia di Balmain

Nell’agosto del 1944, Parigi celebrava la liberazione, e Pierre Balmain, all’etĂ  di soli 30 anni, avviava la sua iconica maison sartoriale. L’atelier, situato al 44 di Rue de François Premier, nacque dalla visione impaziente di Balmain di un nuovo inizio, un’isola di creativitĂ  in un periodo di rinascita culturale post-bellica.

Balmain: quintessenza del French Style

I verdi germogli della rinascita culturale affioravano intorno allo stilista Balmain, alimentati da coraggiose prospettive nell’arte, nella musica e nella letteratura. In un’epoca di scarsitĂ  e paura, Pierre Balmain, come molti talenti audaci dell’epoca, guardava al futuro con ottimismo. Nel 1945, la sua prima collezione segnò il debutto di un “New French Style”, abbracciato da figure come Alice B Toklas.

Balmain e Olivier Rousteing

Dal 2011, Olivier Rousteing, iniziando come supervisore delle collezioni a soli 25 anni della maison Balmain, ha portato avanti la visione di Balmain con uno stile unico e riconoscibile. I suoi abiti riflettono l’attuale modo di vestirsi, mescolando il savoir-faire dell’atelier con un approccio sfidante alle convenzioni.

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Balmain, sotto il controllo di Mayhoola For Investments LLC dal 2016, si è evoluto in una casa globale che offre una vasta gamma di proposte, dalle collezioni uomo, donna e bambino agli accessori in pelle e valigeria.

Rachid Mohamed Rachid, attuale presidente di Balmain, figura di spicco nell’industria del lusso, ha portato un’energia imprenditoriale unica alla maison. Fondatore di Alsara Investment Group, ha contribuito a modernizzare il mondo della moda, parallelo agli sforzi di Balmain di superare i limiti.

Balmain oggi è il risultato di una lunga tradizione, unendo passato e presente in una sinfonia di stile senza tempo. Con la sua visione audace e globale, la maison continua a ispirare e a ridefinire gli standard della moda contemporanea.

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