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Terry Broome: l’altra faccia della moda

Terry Broome: l’altra faccia della moda

Barbara Cialdi
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Nel giugno del 1984 la modella americana uccise Francesco D’Alessio. A distanza di quarant’anni esatti da quella notte d’inizio estate, non molto è cambiato: la moda ed il suo mondo hanno un lato oscuro di cui si è parlato anche pochi giorni fa, con l’ennesimo caso di violenza sessuale da parte di un titolare di agenzia di modelle.

La sua è una storia di abusi, violenza e riflettori, nei ” meravigliosi anni Ottanta”, una delle epoche più felici per l’Italia, un momento florido per il nostro Bel Paese, fatto di ricchezza e di successi economici e sociali. La vicenda di Therry Broome è l’inizio di un epoca in cui il “sottobosco” del mondo della moda è improvvisamente emerso: da lì in avanti sono numerose le vicende spiacevoli che hanno avuto come protagoniste bellissime modelle. Ragazze giovani e meno giovani vittime di violenze sessuali, minacce, stalking e comportamenti delittuosi, poi sfociati in fatti di cronaca dalle sembianze oscure.

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Therry Broom nel 1984

Therry Broome, tra cocaina e passerelle

La sera del 26 giugno 1984 Terry Broome, modella 26enne proveniente del South Carolina, sparò dei colpi di pistola diretti verso il 40enne Francesco D’Alessio, uccidendolo. D’Alessio era figlio di un noto avvocato e proprietario di scuderie. La sera prima si erano incontrati in una discoteca milanese, il Nepentha, cuore pulsante della movida meneghina, ai tempi luogo status symbol per eccellenza dove si trovavano solo modelle ed imprenditori.

D’Alessio, dopo un primo tentativo non andato a buon fine, si era diretto al tavolo della modella, in quel momento con il proprio fidanzato, affermando in pubblico che la stessa Broome avrebbe partecipato ad un festino sfociato in sesso di gruppo durante un party nella lussuosa abitazione del finanziere Claudio Cabassi.

Broome era, a quei tempi, fidanzata con Giorgio Rotti, un gioielliere con cui entrò in contrasto a causa di quelle dichiarazioni la stessa notte. I due litigarono furiosamente: Riotti decise di lasciarla e le chiese indietro l’anello di fidanzamento.

Nella notte Broome, sconvolta, iniziò a consumare cocaina ed alcool, andando su e giù per l’appartamento finché non trovò una pistola – una Smith & Wesson 38 Special – appartenuta a Rotti, regolarmente registrata come era consuetudine tra i gioiellieri, e si recò in uno degli appartamenti di Cabassi, certa di trovarci D’Alessio.

Questi infatti si trovava nell’appartamento ed era in compagnia di una modella, Laura Marie Roiko, ma si appartò con Terry Broome pensando che la ragazza avesse cambiato idea, che volesse intraprendere un rapporto sessuale con lui, che volesse essere di nuovo la sua compagna. Broome tirò fuori invece la pistola ed esplose due colpi in aria, per poi essere attaccata da D’Alessio che cercò di bloccarla: in una manciata di secondi si consumò la tragedia e fu a quel punto che vennero esplosi i due colpi letali, uno colpì l’uomo all’addome e uno alla testa.

La modella uscì dalla stanza ed inizialmente si offrì di consolare Roiko, che si era molto impaurita, e poi scappò a Zurigo con l’aiuto dell’ex Rotti. Quest’ultimo, poi, disse successivamente alla polizia dove si trovava Broome, che quindi fu arrestata e condotta di nuovo in Italia, dove ha scontato 12 anni di carcere.

Questa storia, finita con l’arresto della modella, è molto attuale ancora oggi, poiché nel mondo della moda spesso, le ragazze, vengono messe a dura prova. Fortunatamente non perdono la testa come nel caso di Broome, ma sovente, rimangono segnate per sempre dalla pressione a cui vengono sottoposte. Talvolta compiono gesti estremi come Broome, altre volte subiscono in silenzio senza denunciare, altre volte riescono a parlare.

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Judith Godrèche

Il caso di Moreno Galli

Fotografo di moda sessantatreenne, Moreno Galli è stato arrestato lo scorso 15 giugno a Firenze con la terribile accusa di violenza sessuale nei confronti di giovanissime modelle. Galli, fondatore e titolare di un nota agenzia di moda con sede a Firenze, avrebbe abusato di una ragazza nel corso di un provino. Dopo averle richiesto di posare nuda, il fotografo si sarebbe lanciato sulla giovane. La denuncia della diciottenne ha permesso di scovare anche altre ragazze finite nella rete dell’imprenditore.

Mi spinse contro un muro, poi su un termosifone. Per lui era una prassi»

La modella diciottenne, vittima della violenza che ha fatto scattare le manette per Galli

L’appannaggio di diventare famose, il sempreverde miraggio di “mettere una buona parola” ed ottenere una spinta nel mondo dello spettacolo: fotografi, registi, addetti ai lavori sono spesso stati protagonisti di molestie nei confronti di giovani donne e non, impossibilitate a difendersi, incapaci di potersi far rispettare. Non a caso, il movimento #METOO, è nato proprio per riunire tutte le vittime di violenza di genere e finalmente di dare voce a chi , negli anni, ha purtroppo taciuto per paura o vergogna.

Le molestie nel campo della moda e dello spettacolo gettano un ombra sul fashion system, provocandone una spaccatura profonda: da una parte la bellezza della creatività, dall’altra la triste bassezza di atti che nel 2024 non dovrebbero più esistere. Perché la violenza non è solo brutale: a volte è silenziosa, spesso impercettibile, a volte è sottile e spietata. Le sfumature sono numerose ed ogni gesto di molestia segna la vittima eternamente.

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